In un’intervista corrosiva al quotidiano Repubblica il leader di Italia Viva traccia come la pensa da unico oppositore al vetriolo al governo, mentre il resto della compagnia della Elly sembra cincischiare.
“Non si è mai visto un ministro dell’Economia che non solo è sotto tutela da parte di palazzo Chigi, ma è sfiduciato dal suo stesso partito, la Lega. Siamo allo scandalo di una legge di bilancio che al 20 dicembre non ha fatto un voto”, dice Renzi che non fa mancare nulla a Giorgetti. “Oggi (21 gennaio, ndr) c’è Baglioni al Senato per il concerto di fine anno ma Io me ne andrei dovrebbe cantarla Giorgetti, non Baglioni”. Secondo Renzi il ministro Giorgetti è “talmente prudente che Mario Monti in confronto sembra Che Guevara: siamo tornati all’austerity e alla frase “l’operazione è perfettamente riuscita, il paziente è morto” e accusa i responsabili-autori di una legge di bilancio che definisce come la “meno significativa da vent’anni a questa parte, impatta più o meno per l’un per cento sul Pil” e tira un respiro di sollievo sulla sparizione dell’ennesimo condono che avrebbe rappresentato “l’ultimo regalo di una finanziaria tasse e mancette”.
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Poi Matteo Renzi affonda la lama. “Con la premier Meloni chi rispetta le regole è un fesso. È il trionfo del furbettismo”.
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(21 dicembre 2025)
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