Avanti tutta con quella che sembra essere rimasta l’unica riforma possibile e avanti in tempi rapidi, compatibilmente con i numerosi impegni della presidente del Consiglio sempre più accentratrice causa scalpitii salviniano folgorato, di nuovo, sulla via del Cremlino. Il governo sembrerebbe tuttavia, ma il condizionale è d’obbligo, pronto a un tavolo sulle leggi di attuazione.
“L’incontro non ha portato a sostanziali modifiche delle nostre posizioni e tantomeno di quelle del governo”, ha detto il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, uscendo dall’incontro con la premier Meloni e i vertici di governo a Palazzo Chigi. Dichiarazione confermata da una nota di Palazzo Chigi dove si descrive la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “presenti i Vicepresidenti Tajani e Salvini, il Ministro della Giustizia Nordio e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano”, in un incontro definito “franco e proficuo” (cioè ognuno ha detto la sua e ognuno va avanti per la sua strada) con al centro “la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere e il CSM all’esame del Parlamento.
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La Presidente del Consiglio, continua la nota, “ha ringraziato l’ANM per le osservazioni e gli spunti emersi nel dibattito e ha annunciato la disponibilità di aprire un tavolo di confronto sulle leggi ordinarie di attuazione della riforma e sul documento in otto punti presentato dall’ANM, che riguarda l’amministrazione della giustizia. Il Governo ha ribadito la volontà di proseguire con determinazione e velocità [sic] nel percorso di attuazione della riforma costituzionale, auspicando la sua approvazione in tempi rapidi”.
Insomma vi abbiamo ricevuto, abbiamo ascoltato, ora facciamo quello che abbiamo sempre detto che avremmo fatto. Cordialità.
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(5 marzo 2025)
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