Siccome non ci si può scagliare contro i migranti in tempi di pax olimpica, siccome il gruppo filo-putin di cui la Lega fa parte a Bruxelles rivendica posizioni simil-teocratiche contro un gender che non esiste se non nelle loro teste, ecco il leghista in scadenza e la destra-destra interna a Fdi, quella che fa apparire Meloni una suffraggetta in odore di progressismo (ergo di peccato mortale) scagliarsi contro una cerimonia olimpica a Parigi 2024 che hanno visto solo loro.
Niente di drammatico: nonostante la loro finzione rivelano di nuovo, e una volta di più, per quello che hanno: pulsioni omofobe, anti-gay (anche e quando non ce ne sono in giro); pulsioni anti-francesi, oscurantiste, invidia e mal di pancia. E sono politicamente inconcludenti. Meno male per loro che c’è Meloni che vola in Cina a ricucire lo strappo da lei voluto. Perché la fame è brutta, anche se Sua Signoria la Presidente certamente non la soffre.
Nasce lo “spazio cibernetico di interesse nazionale”
La Difesa italiana avrà un proprio spazio cibernetico di interesse nazionale e una catena di comando cyber definita.... →
Al governo che finge trionfi che non esistono, che non riesce ad ottenere quello che vuole nonostante i numeri in parlamento, e che riesce a sembrare addirittura peggiore di quello che è (e ci vuole un certo impegno) non resta che tornare, dato che a Macron e alla Francia non importa un accidente di ciò che pensa Salvini, all’omofobia da stato di stress piena possibilmente di invenzioni infarcite di sovranismo da bar.
Si dubita, ad esempio, che questi che protestano per la riproduzione di un’opera superfamosa di La Chappelle sappiano chi è La Chappelle.
Del resto Salvini, e si nota, è più legato all’architettura del Cremlino che alla cultura internazionale occidentale; ma se proprio devono rompere i coglioni, almeno s’informino: quella spacciata per una sedicente ultima cena non è niente altro che un omaggio a François Rabelais e al personaggio di Pantagruel (Pantagruel non è Gesù Cristo, qualcuno glielo insegni) protagonista di una serie di cinque romanzi scritti nel XVI secolo dal grande scrittore francese. Se poi volete cercarvi citazioni colte dentro quel tavolo messo lì per burlarsi degli incolti e ricostruirne la storia scoprirete addirittura che con la religione e le radici cristiane di cui si delira nel nostro paese non assolutissimamente nessuna relazione.
Non indicano uno straccio di programma di sviluppo per l’Italia, si insultano e si indignano. Ma che politica è?
Il dibattito parlamentare dell'11 giugno ha offerto una serie di spettacoli indimenticabili per la loro pochezza, una serie... →
Fatevi un giro per libri. C’è da divertirsi.
(28 luglio 2024)
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