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Eppure, l’Arcobaleno era una cosa nostra, non era una cosa loro. Poi qualcosa è successo

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di Samuele Vegna

Dal mio punto di vista, come cittadino antifascista e che è fuori da ogni partito sono parzialmente fiero di come sono andate le elezioni europee: ha vinto Ilaria Salis, per esempio, e Alleanza Verdi e Sinistra ha guadagnato mezzo milione di voti rispetto alle politiche del ’22 (di questo secolo), e io sono felice perché ho votato soltanto lei nonostante non abbia fatto un’aperta campagna “pro lgbtq+” (lo inserisco tra virgolette, il perché lo capirete tra poco).

Infatti, dal punto di vista lgbtq+ sono verosimilmente felice che certa gente non sia stata candidata, e che una certa candidata “arcobaleno” voltagabbana sia stata esclusa perdendo clamorosamente: le bugie si pagano, la gente non è scema anche se magari fa finta di esserlo.

Trovo infatti penoso e disgustoso impostare una campagna elettorale sui diritti lgbtq+, e non invece come sarebbe meglio, sui diritti dei cittadini. E ho trovato disgustosa la campagna elettorale di certi vincitori – tra l’altro in due circoscrizioni sostenuti da improbabili “campagne arcobaleno” forse sostenute da certo associazionismo che pensa di far bene; per non parlare della campagna elettorale di quell’altro, al terzo mandato in Europa, e che per i miei diritti di cittadino non ha fatto nulla – ma potrebbe avere finanziato, non sto insinuando che l’abbia fatto scientemente, aziende miliardarie che lucrano con l’intelligenza artificiale.

Eppure, l’arcobaleno era una cosa nostra, non era una cosa loro, non dovrebbe appartenere a quellə che non hanno mai fatto nulla per noi ma hanno preso quasi centomila preferenze e chissà quanto ci lucreranno ancora, su un simbolo che usano come carta igienica e che viene paragonato a una pagliacciata anche per loro evidenti responsabilità. In Europa non ci si dovrebbe andar per diventare un lobbista milionario. In Europa bisogna mandarci chi ha fame di un futuro migliore, non i fascisti, siano essi di destra o di sinistra.

Dopo queste elezioni non mi aspetto un reale cambiamento a livello europeo; non soltanto perché la gente che ci viene mandata sembra non essere impermeabile alla corruzione delle idee (quando non si rivela corrotta sul serio, mani nel sacco), ma anche perché l’Unione Europea non ha una vera e propria autonomia politica come meriterebbe, e non ha una vera e propria indipendenza; anzi, dal mio punto di vista e da quello di moltə con cui mi confronto, il parlamento europeo non è un luogo di diritti e di leggi ma soltanto di denari e di appelli, di pupazzi e di corruzione. Poi magari non è così, ma questo penso.

Non vedo persone con idee sane e costruttive, o per lo meno, non mi è mai stato dato modo di credere che loro, elettə e candidatə, ci credano sul serio, che vogliano davvero portare avanti quelle promesse che promettono e delle quali blaterano in continuazione ma che in realtà non firmano e non portano avanti con convinzione, ma per le quali occupano teoricamente una poltrona. Basta: mandiamo in Europa chi merita, chi vuol fare qualcosa; ricordiamocelo alle prossime europee.

Essere stanchə di questo valzer e non votare, non è comprensibile, ma essere stufə e votare a caso, forse è peggio.

Io spero un giorno in un’Europa più forte con un vero Parlamento potente, con un vero Presidente e con una sua vera Corte che, come è accaduto negli Stati Uniti, sancisca a livello di tutti e quanti i ventisette, o più, diritti inalienabili e necessari che non tolgano nulla a nessuno come il diritto al matrimonio gay o queer o egualitario che dir si voglia; una legge contro ogni dannata discriminazione; ma anche leggi come un generale rinnovamento delle scuole e delle università, una vera tutela dell’ambiente, una vera difesa europea, un salario minimo europeo, un impianto imprenditoriale generale che garantisca meno crisi economiche e molta meno indigenza e povertà.

Come cittadino lgbtq+ e italiano, nulla cambierà per i diritti lgbtq+ e di ogni singolə cittadinə a breve, perché con la gente che è stata eletta a “sinistra”, nulla è mai cambiato, a parte gli zeri nei loro conti in banca, figuriamoci poi con il combinato disposto che ci offrono le destre più disgustose, inutili e retrograde del pianeta. Un faro di speranza nel mare più nero della Storia, è costituito dal fatto che c’è chi ha sempre aiutato lə altrə, qualcuno, tra l’altro solo donne, ci sono.

 

 

(11 giugno 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 



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