Israele ha colpito una scuola dell’Unrwa a Nuseirat, le autorità velocemente si sono affrettate a dire che tra i quarantacinque morti non ci sono bambini, nonostante l’attacco sia ugualmente ingiustificabile: l’Unrwa è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di fornire assistenza umanitaria ai profughi palestinesi e, secondo Israele, nell’edificio si nascondevano terroristi di Hamas. L’organizzazione è già stata accusata senza prove da Netanyahu di avere legami con Hamas o con il Jihad islamico palestinese, accuse non ancora provate a 243 giorni dall’attacco del 7 ottobre.
Ugualmente ingiustificabile è l’attacco effettuato con un razzo di Hezbollah che ha ucciso un 39enne riservista di origini italiane nel nord di Israele. Una carneficina senza fine che non risolve i problemi sul campo e, soprattutto, distrugge la popolazione palestinese della cui sorte non interessa nulla a nessuno.
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E nelle ore immediatamente successive all’attacco israeliano alla scuola la Spagna, ne dà notizia El País, ha deciso di unirsi al Sudafrica nel processo all’Aia contro Israele per genocidio, con una decisione che non allenterà certamente la tensione tra Madrid e Tel Aviv.
A margine dell’attacco alla scuola l’Idf ha riferito di un tentativo di infiltrazione in Israele da Gaza da parte di uomini armati uccisi dai soldati con droni e tank, senza fornire ulteriori e più precisi particolari.
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(6 giugno 2024)
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