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Da “l’amichettismo di sinistra” al “fratellismo d’Italia” delle destre: citofonare Lollobrigida

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di G.G.

Secondo un articolo leggerissimamente caustico pubblicato dal quotidiano Repubblica da quello che Meloni definiva il dire basta all’amichettismo di sinistra si sarebbe passati alla fratellanza, sororanza e cognatanza di destra dato che, come scrive il quotidiano, dal ministro dell’Agricoltura guidato dall’augusto cognato che non trova strano “spendere 30 € per una bottiglia di vino” quando ci sono italiani che con trenta euro ci campano due settimane, sono cadute a pioggia una serie di nomine amiche, o meglio, dettate da fratellanza (d’Italia) e comunanza di avversione ai favoritismi di prima.

Le nuove collocazioni, chiamatelo ridisegno, avviene naturalmente per meriti – come i tonfi dei promossi per merito in Rai dimostrano, vanno dall’spa Acque del sud nata per prendere il posto dell’Eipli, l’ente per l’irrigazione in Puglia e Basilicata, che vede alla presidenza Luigi Giuseppe Decollanz, avvocato pugliese coordinatore del partito Fratelli d’Italia a Bari. Nel consiglio dovrebbe a breve arrivare anche Marco Renzi, capo segreteria di Lollobrigida. All’Ismea, l’importante Istituto per i servizi al mercato agricolo, il presidente è Livio Proietti, ex segretario provinciale del Movimento sociale a Roma. Nell’ente Crea, che si occupa di ricerca nell’ambito dell’agricoltura, nel cda siede Giancarlo Righini, assessore regionale nel Lazio che cura, per volere di Arianna Meloni (moglie del ministro e al vertice del partito), anche i rapporti tra FdI e il governatore Francesco Rocca. A guidare l’ente Crea è stato scelto invece Andrea Rocchi, docente universitario vicino al ministro Orazio Schillaci, entrato nel governo su suggerimento di Lollobrigida”.

Continua i quotidiano di Maurizio Molinari parlando di “Agea: la cassaforte che eroga i finanziamenti alle imprese agricole” dove Lollobrigida “ha voluto Fabio Vitale, ex dirigente Inps che nelle Marche aveva scoperchiato la pentola dei “furbetti” del reddito di cittadinanza” un nome che viene dato in “pole per la successione del dimissionario Alessio Rocchi nella società Sin, anche questa controllata del ministero”. Sempre in “area Agea, in Agecontrol, società che si occupa del controllo dei prodotti dell’ortofrutta, è stato nominato amministratore Lorenzo Giachini, in passato collaboratore dell’ex sottosegretario Antonio Buonfiglio di Alleanza nazionale. Nel cda di un’altra sigla della galassia ministeriale dell’agricoltura, la Agricat, siede invece Massimo Tabacchiera, manager noto alla destra romana essendo stato presidente dell’Atac durante le giunte Alemanno. Il ministro cognato d’Italia ha poi nominato il suo vicecapo di gabinetto, Donato Monaco, a presidente di Unirelab, la società del ministero che cura i controlli antidoping nel mondo dell’ippica“. Ci sono poi consulenti gratuiti, sempre citati da Repubblica, “che dal ministero fanno la spola con il parlamento: il deputato di FdI Angelo Rossi e l’ex deputato, di Fdi chiaramente, Dario Bond“.

C’è da stupirsi? No. Certamente. La destra rappresenta quell’Italia lì, quella che per fingere di cambiare le cose cambia loro nome lasciando le pratiche esattamente com’erano: è vero per questa destra, ed è stato vero per i governi precedenti, molti dei quali cosiddetti tecnici grazie al cui ombrello i partiti potevano fare quello che volevano senza essere troppo al centro della scena. L’arroganza delle destre italiane non è poi una novità, stupisce che ancora ci si stupisca.

 

 

(16 aprile 2024)

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