E’ furiosa Nostra Signora dei Miracoli in campagna elettorale (miracoli da dimenticarsi subito dopo), ed è furiosa perché l’attacco di Salvini via Le Pen non è stato soltanto gratuito, ma persino sgarbato nei modi – tant’è vero che l’ha fatto Le Pen mica una con buona educazione istituzionale. Meloni se l’è legata al dito e si prevedono tuoni e fulmini nel post-Europee che spiegherebbero alcuni spostamenti di Calenda e Renzi verso poltrone inaspettate. Perché la politica, e la fame di potere, hanno tempi lunghi e a volte lunghissimi.
Così, chiarito che non c’è spazio per due regine bionde dentro la stessa destra sovranista e autarchica, si affilano i coltelli con sottofondo di Calenda e Salvini, che insieme per ora hanno le stesse percentuali di Salvini e con qualche acquisto di qua e di là ci starebbe pure un rimpasto con la benedizione di Mattarella finché può darla, e un Meloni bis fino a ieri inimmaginabile al grido di “Si torna a votare!”.
Polizia Postale ed FBI insieme contro la pedopornografia online, 3 arresti e 6 denunce
Un’indagine sotto copertura dall'Italia agli Stati Uniti rivolta al contrasto della diffusione di materiale pedopornografico su internet ha... →
E’ furiosa le generalissima Meloni e manda in televisione il fedelissimo Nicola Procaccini, per il contrattacco: “È stato un errore non prendere le distanze e, anzi, applaudire!” mentre Salvini, raccontano gole profonde parlamentari, starebbe rompendo i coglioni a sangue al buon Tajani affinché abbandoni il PPE che, figurarsi, mica si può mancare di rispetto al santino che tutti i forzisti portano in tasca per la remissione dei peccati. Il povero fondatore si rivolterebbe nel mausoleo di famiglia di fronte a tanto orrore. E Tajani, gna po’ fà. Si aspettano dunque settimane di fuoco per una maggioranza di governo così coesa da pensare addirittura a una prosecuzione delle legislatura senza Salvini vada oltre un caustico: “Da mesi la Lega auspica un centrodestra unito, in Europa come in Italia. Purtroppo, fino ad oggi sono arrivati solo veti sulla Le Pen e sui nostri alleati” e poi pratica quello che lui, Salvini, pensa essere un affondo: “Speriamo che nessuno, nella coalizione che guida il Paese, preferisca governare l’Ue con Macron e i socialisti” perché il tribuno leghista parla come se fosse la Lega-partito ad andare al Governo in Europa, anche se viene data, la Lega di Salvini, attorno all’8%… Un dettaglio che solo le sinistre possono considerare reale.

Ci sarà da ridere quando si conteranno i voti tra i dati reali e i sogni del segretario sulla graticola del quali a giugno sarà messo in gioco lo scalpo. Dai suoi, e poi forse da Meloni. Siamo in delirio da filodrammatica amatoriale.
Informazioni preziose per chi sta pensando di organizzare un viaggio in Thailandia
Quando si vuole organizzare un viaggio in un posto esotico, in grado di offrire storia, arte e natura... →
(26 marzo 2024)
©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata
Iscrivetevi alla nostra newsletter (saremo molto rispettosi, non più di due invii al mese)
