di Giovanna Di Rosa, #politica
La proposta di Marine Le Pen di costituire un gruppo sovranista in Europa, un altro, l’ennesimo, insomma si è sempre lì, ri-lanciata con un’intervista al Corriere con l’invito a Salvini e Meloni di farne parte, agita le turbolente e inconcludenti acque sovraniste nostrane e se a Salvini la strizzatina d’occhio piace, Meloni è algidamente lontana dall’idea. Del resto due bionde dall’identico look nello stesso gruppo politico non possono starci. E in politica il biondo conta.
La memoria di Babij Jar e l’ipocrisia del presente: perché la critica a Netanyahu non è antisemitismo
di Marco Maria Freddi Mescolare la memoria della Shoah con le contingenze geopolitiche del presente è un’operazione intellettualmente... →
La leader di Rassemblement National, anche lei perdente in tutte le elezioni come i compari di (s)ventura che vuole imbarcare nel nuovo progetto, rilascia evidentemente interviste sovraniste all’estero ad uso interno, essendo la Francia alle porte delle presidenziali ed avendo il partito di Macron appena imbarcato a Bruxelles, Azione di Carlo Calenda. Ma lei, tutta d’un pezzo, propone di essere “l’avanguardia della rifondazione europea”. Con Meloni e Salvini. Bontà sua.
L’operazione deve puzzare di uova marce da lontano se anche il governatore della Lombardia Fontana, dice no, assicurando di preferire un “gruppo alternativo alla sinistra” e Le Pen incassa i distinguo di La Russa e Fitto. Salvini l’entusiasta invece sembrerebbe disposto a saltare sul carro subito. In nome dell’essere di governo in Italia, d’opposizione per le strade, sovranisti trumpiani in Europa e entusiasti putiniani nel resto del mondo. E’ l’ennesimo trionfo annunciato, insomma.
Metti che a Meloni non dispiaccia poi tanto che le affossino l’orribile legge elettorale Melonellum
Secondo le solite gole profonde parlamentari che spettegolano sempre su tutto, ma che nessuno mai sa chi siano,... →
(18 novembre 2021)
©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata
