di Giovanna Di Rosa, #politica
La proposta di Marine Le Pen di costituire un gruppo sovranista in Europa, un altro, l’ennesimo, insomma si è sempre lì, ri-lanciata con un’intervista al Corriere con l’invito a Salvini e Meloni di farne parte, agita le turbolente e inconcludenti acque sovraniste nostrane e se a Salvini la strizzatina d’occhio piace, Meloni è algidamente lontana dall’idea. Del resto due bionde dall’identico look nello stesso gruppo politico non possono starci. E in politica il biondo conta.
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La leader di Rassemblement National, anche lei perdente in tutte le elezioni come i compari di (s)ventura che vuole imbarcare nel nuovo progetto, rilascia evidentemente interviste sovraniste all’estero ad uso interno, essendo la Francia alle porte delle presidenziali ed avendo il partito di Macron appena imbarcato a Bruxelles, Azione di Carlo Calenda. Ma lei, tutta d’un pezzo, propone di essere “l’avanguardia della rifondazione europea”. Con Meloni e Salvini. Bontà sua.
L’operazione deve puzzare di uova marce da lontano se anche il governatore della Lombardia Fontana, dice no, assicurando di preferire un “gruppo alternativo alla sinistra” e Le Pen incassa i distinguo di La Russa e Fitto. Salvini l’entusiasta invece sembrerebbe disposto a saltare sul carro subito. In nome dell’essere di governo in Italia, d’opposizione per le strade, sovranisti trumpiani in Europa e entusiasti putiniani nel resto del mondo. E’ l’ennesimo trionfo annunciato, insomma.
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(18 novembre 2021)
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