Addirittura il presidente bielorusso, buon alleato di Putin per amore o per forza, ha commentato che i terroristi dell’Isis afghano hanno tentato di entrare in Bielorussia e sono stati respinti, ma non c’è verso. Per Putin e i suoi oligarchi è colpa di Kiev che li ha addestrati, con la complicità di USA e GB che sono gli stati le cui intelligence hanno avvisato Putin dell’attentato imminente e sui quali avvertimenti Putin ha pensato bene di passare.
E’ noto a tutti che i campi di addestramento dell’Isis afghano, così ben nascosti non lontano dal confine con il Tajikisthan da essere quasi impossibili da identificare (si conosce la zona di ubicazione, ma non dove siano esattamente), non riescono ad essere scoperti nemmeno dai Talebani; è altrettanto noto che l’Isis afghano (e altre cellule terroristiche legate al sedicente stato islamico) hanno più volte reso nota la loro ostilità a Putin e alla Russia per i loro interventi in Afghanistan, in Cecenia, e in Siria contro l’Islam e i musulmani; reclutare aspiranti terroristi jihadisti tajiki è dunque assai semplice; è supernoto, infine, che i cittadini del Tajikisthan entrano in Russia con straordinaria facilità con permessi di lavoro di 90 giorni che vengono rilasciati automaticamente dalle autorità russe per procedure abituali tra i due paesi e non vengono rilasciati da Kiev.
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Ma Putin è irremovibile: sono stati addestrati da Kiev con il sostegno di USA e GB. Così parlò Putin, la spia che puntava a destabilizzare l’Occidente.
(26 marzo 2024)
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