Dovevano essere stati decapitati quei quaranta neonati, decapitati dalla brutalità di Hamas e meno male che non è così. La notizia era falsa, e in questo articolo anche noi riportavamo il fatto dicendo che non c’era stata nessuna conferma ufficiale, perché quando c’è odore di muffa si sente subito. Ora la giornalista che si è inventata la notizia e l’ha portata dentro i notiziari dell’emittente i24News è stata licenziata perché la notizia non era vera (questo nonostante l’emittente sia il megafono dei deliri messianici di Netanyahu e della setta integralista che lo mantiene al potere.
Se è vero che, come scrive Wired, gli uffici del presidente israeliano detterebbero in qualche modo la linea editoriale, questa volta non sarebbe andata bene nemmeno a loro. Perché la giornalista che ha confezionato la notizia dei quaranta neonati sarebbe stata licenziata dall’emittente i24News. La notizia rimbalza sui social, su tutti i social possibili e su quelli italiani con il solito livore, con il godimento di chi vede rovinata una bugiarda.
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Se anche questa si rivelasse l’ennesima fake sarebbe forse il caso di capire per quanto tempo saremo disposti a scannarci sui social parlando di una fake invece di un’altra, delirando contro una giornalista-fake invece che contro un’altra, e se ha davvero senso l’utilizzo che stiamo facendo di uno strumento che potrebbe veramente stravolgere le nostre esistenze in positivo, se non ci impegnassimo soltanto a usarlo per parlare male di gente di cui non capiamo, troppo spesso, ciò che stanno dicendo (o hanno detto, o scritto).
(11 novembre 2023)
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