di F.F.
Certi quotidiani italiani, tra i più importanti e antichi, hanno dello sport la stessa percezione che hanno della politica: ritengono di guardare le due cose dal punto di vista dei loro lettori, che è la maniera migliore per non dire niente o, nel peggiore dei casi, di scrivere imbecillità.
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Solo così si spiega l’affermazione che abbiamo letto nella prima mattinata del 27 agosto, all’indomani della medaglia d’argento della 4×100 maschile, il cui arguto commentatore parlava di Filippo Tortu risucchiato [sic] dall’americano Lyles. Sarebbe interessante se ci spiegasse che staffetta ha visto perché Tortu non è stato affatto risucchiato; al contrario non ha perso un centimetro dall’insopportabile Lyles formidabile velocista afroamericano con l’arroganza di un WASP, correndo sugli stessi tempi di frazione del giovane marchiato a stelle e strisce e anzi rifilando un metro a mezzo al giamaicano Watson.
Questo per ristabilire i giusti pesi e le giuste misure. Perché piuttosto che parlare con il giusto – e anche con l’eccessivo, perché no – entusiasmo di una magnifica impresa sportiva che nei fatti ripete l’oro olimpico di Tokyo 2020 (gli USA non c’erano), si preferisce gettarla ai porci raccontando una gara che non c’è stata.
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(27 agosto 2023)
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