di Daniele Santi
La lingua ufficiale della Moldavia è da oggi il rumeno. E la cosa non piacerà per niente al signore della guerra che potrebbe scambiarla, forse a ragione, come la prima di prove tecniche di riunificazione tra Romania e Moldavia (quest’ultima presa nella morsa dello spirito guerrafondaio di Grande Madre Russia).
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Il disegno di legge che cancella l’espressione “lingua moldava” e la sostituisce con “lingua romena”, è stato approvato all’unanimità e in prima lettura. Un cazzotto nei denti proprio nel giorno in cui si celebra l’inizio della guerra (solo le guerre sanno celebrare a Mosca) con la Transnistria, regione separatista filorussa che dal 1992 è presidiata da circa 2mila soldati di Mosca, che stazionano – tanto per far stare tranquilli i Moldavi e l’Europa intera – ad appena 80 chilometri dalla capitale Chisinau.
Più della metà dei 2 milioni di moldavi parla russo, molti certificati sono ancora scritti nelle due lingue: rumeno e russo. Una recente legge della presidente Sandu bandisce il cirillico nei ministeri. C’è da giurarci che Russi non siano per niente d’accordo.
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(3 marzo 2023)
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