Salvini il destabilizzatore: è #giustappunto lui il “picconatore” del Governo Meloni

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di Vittorio Lussana

Da quanto emerge dalle e-mail raccolte sulla nave Geo Barents, non è affatto vero che le imbarcazioni delle Ong, lo scorso 27 ottobre, avrebbero svolto le loro attività di soccorso dei migranti raccolti in mare “in autonomia”, come invece affermato dal ministro degli Interni, Matteo Piantedosi. Si tratta, al contrario, di una serie di comunicazioni che collimano perfettamente con quelle dei Centri di coordinamento di Italia, Malta e Norvegia. In poche parole, il Governo ha dichiarato il falso in parlamento, negando di aver ricevuto sin dall’inizio le informazioni e le richieste di coordinamento nelle varie operazioni di recupero. E la richiesta posta in questi giorni alla Ue dal Governo Meloni di rivedere il codice di condotta relativo alle operazioni di soccorso delle Ong che, sempre secondo il nostro esecutivo, non rispetterebbero le regole, in realtà non è giustificata.

Siamo, dunque, alle solite: con le destre al potere, immediatamente ricominciano le dissimulazioni, le faziosità e i vari tentativi di dividere il popolo italiano, fomentando diffidenze sia interne, sia in ambito internazionale. Probabilmente, il vero intento che si persegue non è nemmeno quello di aizzare l’opinione pubblica contro le Ong: esse vengono utilizzate come sponda per mettere alla prova la coerenza di Giorgia Meloni e provare, sin da subito, a indebolire la sua leadership. E il regista di tali slealtà sembra essere proprio Matteo Salvini, con l’aiuto e i suggerimenti di altri suoi compari leghisti, nel più totale silenzio di Forza Italia e del neo-ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani. Un silenzio eloquente, quello dei forzisti, tipico di chi finge di non sapere nulla pur osservando ogni cosa alla finestra, in attesa degli sviluppi possibili. Tutto ciò, ovviamente, sulla pelle dei migranti.

La strategia è chiara: Salvini sta manovrando Piantedosi nel tentativo di indebolire Giorgia Meloni e recuperare quei consensi persi nel nord-est del Paese, in favore di Fratelli d’Italia. Si tratta di un obiettivo molto difficile, che rischia, al contrario, di rafforzare Giorgia Meloni anziché indebolirla, come dimostrato dai sondaggi degli ultimi giorni. Un duello disperato e all’ultimo sangue, che non crediamo porterà buoni frutti al leader della Lega, ormai zavorrato dai suoi numerosi errori e dalle continue gaffes collezionate dopo la sceneggiata del Papeete nell’estate del 2019. Manovre controproducenti, insomma, come quasi tutto ciò che Salvini trama di solito. Persino il passato gli si ritorce contro, come dimostrato dalla stucchevole vicenda romana delle ingerenze illegittime stabilite dai giudici del Tribunale di Roma sulle procedure di identificazione dei minori delle coppie omosessuali, decretate allorquando era ministro degli Interni nel primo governo Conte.

Insomma, un Salvini maldestro, pericoloso più per sé che per gli altri: questo il quadro che trapela dopo lunghi giorni di ricostruzioni e verifiche di quanto accaduto innanzi al porto di Catania. Vicende che hanno finito col provocare una grave crisi diplomatica con la Francia e che hanno aumentato le diffidenze da parte di tutti gli altri Paesi dell’Ue nei confronti dell’Italia. Un colpo di coda sovranista, a cui Giorgia Meloni si era persino aggregata, cadendo nella trappola con tutte le scarpe: alla fine, il fatto che la premier sia dovuta partire per il G20 di Bali è divenuta un’occasione quasi provvidenziale per togliersi di mezzo, anche se la freddezza del presidente francese nei suoi confronti al summit indonesiano è apparsa evidente.

Neanche un mese di vita e già la nave del “governo conservatore” imbarca acqua da tutte le parti: poi ci si chiede come mai, negli ultimi dieci anni, le sinistre abbiano dovuto governare il Paese nonostante gli esiti elettorali negativi o poco favorevoli. Una destra talmente pullulante di malandrini, maramaldi e irresponsabili da autoaffondarsi da solo, come i pirati di Asterix. E per fortuna che le “navi pirata” sarebbero quelle che salvano i migranti. Un casino pazzesco, insomma, “coi francesi che s’incazzano”, tanto per citare Paolo Conte. E tutto ciò per poter scrivere su Twitter: “La pacchia è finita”

“Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io”, recita un antico adagio. Peccato che il padreterno arrivi sempre in ritardo, soprattutto, in questo genere di cose…

 

(19 novembre 2022)

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