di Daniele Santi
Effettivamente non si potrà rinfacciare a Meloni d’Italia di non essere coerente con ciò che dice. Diceva infatti il vero quando affermava che lei non avrebbe toccato la Legge 194 sull’aborto, né i diritti esistenti per le coppie dello stesso sesso e le persone lgbtiqa+. Si è solo dimenticata di dire che ci avrebbero pensato i suoi alleati a farle a pezzi.
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E mentre non si sa nemmeno se ci sarà il governo Meloni, assediato persino dall’interno, e mentre lei, la liderissima, deve barcamenarsi tra decine di problemi politici provocati dai suoi alleati, sono proprio loro, quegli alleati che si preoccupano di cominciare a picconare l’esistente, in nome dello spostamento dell’Italia sulle linee polacche e ungheresi: Gasparri che deposita una proposta di legge contro l’aborto che intervenga sulla capacità giuridica del concepito, introduca il reato di surrogazione di maternità commesso all’estero e istituisca la Giornata della vita nascente e Salvini che propone un’integralista del Family Day, ultracattolica e omofoba, per il ministero della Famiglia.
Effettivamente non c’è alcun bisogno che sulle leggi esistenti intervenga Meloni in prima persona, potendo contare su alleati più a destra di lei. Basta parlare dalla Spagna perché Italia intenda.
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(19 ottobre 2022)
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