di Giancarlo Grassi
L’entusiasmo si spegne preso, è un po’ come il bop del tappo dello champagne che non fa in tempo ad iniziare che è già finito. Così nemmeno stupisce che il Salvini sella graticola decida di andare avanti coi ricatti politici e siccome a lui e ai leghisti interessa il bene del popolo e non le poltrone, ha lanciato il suo diktat: o Viminale o appoggio esterno.
Caso Ranucci, il Tribunale del Riesame fissa al 7 settembre l’udienza Lavitola
Il Tribunale del Riesame ha fissato per il prossimo settembre l'udienza per Valter Lavitola, accusato (dopo sua stessa... →
Meloni tace, perché l’ottimismo è ciò che la portata fin dove è arrivata. Convinta com’è di essere arrivata nemmeno ci proviamo a chiederle “dove” sarebbe arrivata. Sono le ultime dal governo che arrivano tanto dal Corriere quanto da Repubblica e raccontano le nuove scorribande del Salvini agitatore che ha così a cuore l’Italia da essere disposto persino a rischiare un governo di italica fratellanza [sic] per una poltrona.
Succede quando si ama così tanto il popolo da non poter rinunciare ad avere una carica dalla quale raccontare al popolo quanto si ama il popolo. Prima, però, la poltrona. “Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell’ordine e sicurezza in Italia. Qualche idea ce l’abbiamo” ha detto Salvini che continua a vendere una guerra che non c’è ignorando totalmente la Guerra di Putin che invece c’è sul serio.
Torino, inseguito dalla Polizia in centro storico su un’auto rubata a dei turisti: un arrestato e due denunciati
La Polizia di Stato ha tratto in arresto a Torino un trentanovenne marocchino per aver ignorato l’alt, dandosi... →
(29 settembre 2022)
©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservati, riproduzione vietata
