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Proviamo a valorizzare Carlo Calenda (o Enrico Letta…) #giustappunto o del drammatico rientro dalle ferie

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di Vittorio Lussana

Alcuni pensieri dopo il drammatico ritorno dalle ferie estive. Stiamo infatti vedendo, in questi giorni, tutti i nostri politici belli arzilli e vispi. Soprattutto sui social, dove ho persino beccato un Berlusconi basculante su Tik Tok: ma che bella classe politica abbiamo, tutta seria e compunta. Ci sarebbe da mandarli a quel paese in blocco, questo è certamente vero. Ma devo ripartire, ché ho tutta una serie di impegni mondani e sto persino per diventare nonno. Pensate un po’: un’intera vita trascorsa ad attendere una vittoria convincente delle forze laiche e progressiste e, alla fine, oltre a diventare vecchietto mi ritrovo Giorgia Meloni presidente del Consiglio. E’ proprio vero che l’Italia è il Paese de “Il Gattopardo”…

L’unico che, forse, aveva capito qualcosa, durante un nano-secondo di lucidità, era sempre lui: Silvione Berluskaz. “Attenzione”, aveva dichiarato alcune settimane fa, “che se candidiamo espressamente Giorgia Meloni alla carica di premier, c’è il rischio di perdere, perché spaventiamo gli elettori…”. Lo schema, insomma, come al solito il nostro Silvione lo aveva intuito. Ma c’è anche un sacco di gente che se l’è realmente presa di brutto per la caduta di Mario Draghi, perché con lui a Palazzo Chigi, per un certo numero di mesi sembrava quasi che i nostri politici avessero rimesso la testa a posto. Macché: niente da fare. E subito dopo che il presidente Mattarella ha dovuto sciogliere le Camere, è iniziata la campagna elettorale più demenziale e surreale dell’intera Storia della Repubblica italiana.

A parte le minchiate su Twitter e Tik Tok, infatti, gli stessi partiti che avevano causato la caduta del Governo Draghi hanno cominciato a chiedere all’esecutivo medesimo, in carica solamente per gli affari correnti, di fare un decreto – a Camere sciolte… [sic] – per calmierare le bollette elettriche. Le quali, a causa dell’aumento del prezzo del gas sui mercati internazionali hanno cominciato ad arrivare prendendo per il collo imprese, piccoli artigiani ed esercenti. Richieste che hanno fatto impallidire persino i cravattari di Roma e tutta la categoria degli strozzini in generale, i quali hanno esclamato retoricamente: “Eppoi, dite che gli estorsori siamo noi”?

E’ proprio bello ‘sto Paese: quasi incredibile, per certi aspetti. Ma il problema non è dell’Italia in generale: è la sua attuale classe politica il vero nocciolo della questione. Che fossero ormai tutti alienati, lo sapevamo perfettamente: basterebbe leggersi un pezzo di Alessandro Di Battista, che dà la colpa al Pd persino per la caduta dell’Impero romano d’Occidente, per comprenderlo. Eppure, che i nostri Partiti politici fossero scientemente intenzionati a toccare il fondo, non lo credevamo possibile. E invece, ci sono riusciti. Anche questa volta.

Giunti a questo punto, meglio provare a perorare la causa del segretario del Pd, Enrico Letta: siccome gli italiani, in passato, hanno premiato con il loro voto Matteo Renzi, il Movimento 5 stelle e, addirittura, Matteo Salvini, sarebbe il caso che si cominciasse a pensare di valorizzare un esponente che, invece, le elezioni meriterebbe veramente di vincerle. Non verrò ascoltato, lo so: gli italiani sono sensibili agli spacconi e non amano le persone normali. E nei confronti del Pd è da sempre in atto una sorta di schiaffo del soldato moralmente sleale, per non dire pessimo, date le diverse prove di responsabilità dimostrate in passato. Eppure, se veramente gli italiani avessero la consapevolezza, anche solo minima, dei guai verso i quali questo centrodestra a trazione sovranista ci potrebbe trascinare, comprenderebbero cosa ci sia in palio veramente, questa volta: il futuro dei nostri figli e dell’intero pianeta. Gli italiani dovrebbero cioè prendere atto che una certa zavorra, ambigua e oscurantista, andrebbe letteralmente spazzata via. E che ci sono due opzioni per realizzare questa cosa: fare una bella sorpresina in negativo alla destra – che se la meriterebbe tutta quanta – votando, quasi per dispetto, il tanto odiato Pd; oppure, se proprio vi è un’idiosincrasia invincibile nel votare le forze progressiste, potremmo provare ad affidarci alla nuova forza politica centrista guidata da Carlo Calenda, il quale, non è persona da sottostimare e bisognerebbe dargli modo di valorizzare al meglio le qualità da lui apprese in questi lunghi anni di battaglie solitarie. La persona è coraggiosa: sappiatelo, questo, carissimi italiani. E molto spesso, anche nelle problematiche più difficili, ha saputo estrarre il coniglio dal cilindro, individuando soluzioni innovative.

Lo so: Azione è una forza politica alleata con Italia Viva, la formazione di Matteo Renzi. Ma nessuno è perfetto…

 

(2 settembre 2022)

©gaiaitalia.com 2022 – diritti riservata, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 



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