di Daniele Santi
Non stupisce tanto che l’abbiano pizzicato, quanto che fosse stato candidato senza le opportune verifiche, il candidato di Fratelli d’Italia che la polizia ha arrestato con l’accusa di scambio elettorale politico-mafioso: lui è Francesco Lombardo, e il boss a cui avrebbe chiesto i voti – indagini sono in corso – è il mafioso Vincenzo Vella, boss di Brancaccio, già condannato tre volte per associazione mafiosa. E non è che si possono controllare tutti ‘sti candidati, si dice spesso….
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Lombardo si era candidato nell’appetibilissima lista meloniana per il candidato al Consiglio comunale di Palermo, appetibilissima perché in ascesa e nelle simpatie degli italiani, almeno pare, e il 28 maggio scorso, secondo l’accusa, avrebbe incontrato il mafioso e gli avrebbe chiesto il sostegno alle elezioni di domenica prossima. Dato che due giorni fa per lo stesso reato, erano finiti in cella un candidato al consiglio comunale di Forza Italia e un costruttore mafioso. Decisive, riporta l’ANSA, per entrambi le operazioni, le intercettazioni ambientali.
Presumibilmente basita Meloni d’Italia ha reso noto, attraverso una nota stampa del suo partito, di avere “dato mandato ai propri legali di costituirsi come persona offesa dal reato riservandosi di costituirsi parte civile qualora l’ufficio della Procura eserciti l’azione penale”.
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(10 giugno 2022)
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