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venerdì, Maggio 20, 2022
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Secondo Kiev è stata colpita un’altra nave russa. Sarebbe la terza, ma non c’è conferma

POLITICA

di Giancarlo Grassi

Mentre fischiano le minacce e urla il Cremlino contro la decisione sovrana della Finlandia di abbandonare la neutralità e di aderire alla Nato dopo che la Russia ha invaso un paese neutrale come l’Ucraina per “costringerlo alla neutralità” – Putin del resto al pari di molti altri ama la democrazia purché comandi lui; ecco dunque da Kyiv l’ennesima notizia di affondamento di una nave russa: la terza, in ordine di affondamento. Nessuna conferma, come nel caso dell’Admiral Makarov.

Così mentre alle 10.31 del 13 maggio Lavrov dichiarava all’agenzia russa Interfax che “l’Ue si è trasformata da una piattaforma economica costruttiva in un attore aggressivo e militante che ha dichiarato le proprie ambizioni ben oltre il continente europeo”, in un crescendo delirante di paranoia da accerchiamento – dopo che l’accerchiamento l’hanno iniziato a Mosca – che arriva direttamente dal Tagikistan, dove Lavrov è in visita ufficiale, i soldati russi si starebbero ritirando da Kherkiv. Scuseranno i nostri lettori i verbi declinati in ebbe, ma avere notizie certe è molto difficile e tutto cambia molto velocemente.

Sul fronte della Pace interviene il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, che ha dichiarato che pur essendo l’obbiettivo il “cessate il fuoco” ci “sono pochi spazi”. Il Corriere riprende poi una dichiarazione di Draghi che dovrebbe raffreddare i bollenti spiriti di Conte alle prese con un partito in caduta libera, al pari del suo ex ministro Salvini, e che sembra preso dalla sindrome dell’ululare alla luna dopo che anche il suo partito ha votato sull’invio di armi all’Ucraina fino al 31 dicembre 2022. Nel corso del suo colloquio con Biden, il presidente del Consiglio ha infatti detto che “in Italia e nell’Unione europea ora la gente vuole vedere la fine di questa violenza, di questi massacri, di questa macelleria. Italia e Ue vogliono che si faccia tutto il possibile per riportare la pace nel nostro continente. Dobbiamo assicurare al più presto un cessate il fuoco, ottenere negoziati credibili”.

E nel mentre Conte grida, dopo che l’invio di armi all’Ucraina lo ha firmato anche Luigi Di Maio, che è il ministro degli Esteri del M5S Draghi riferirà in Parlamento il 19 maggio alla Camera e poi al Senato.

 

(13 maggio 2022)

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