di Giovanna Di Rosa
Mentre si svolge la sesta votazione, in un trionfo di schede bianche ed astensioni (e una presumibile importante pila di voti per Mattarella) non può sfuggire agli osservatori che il capolavoro [sic] di Salvini e Meloni ha di fatto delegittimato la seconda carica dello Stato: Casellati infatti ha totalizzato meno voti delle schede bianche della destre del 27 gennaio, dunque in parlamento la presidente del Senato ha numerosi oppositori (in casa).
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Nemmeno stupisce, dopo il disastro, il messaggio di Meloni che riconferma la granitica unità [sic] di Fratelli d’Italia e lo splendido [sic] lavoro della Lega. Peccato che il segretario della Lega si stia giocando la poltrona perché in Lega, al contrario che in certi partiti presidenziali e presidente-centrici, i segretari si votano. Come nel PD. Poi grida dai social: “Elezioni subito” perché Roma e Milano e Napoli non le sono bastate.
Osserviamo, di nuovo, lo sfacelo oscenamente offerto agli occhi degli italiani da una politica che non è nemmeno in grado di mettere sul tavolo una trattativa, dicasi discussione adulta, tra persone che vengono elette e stipendiate per lavorare per il paese e non per litigare per arroccarsi sulle loro posizioni inconcludenti.
Nel corso del pomeriggio c’è poi stato il duello tra La Russa e Toti offerto ai cronisti, perché è sempre bello lavarsi i panni sporchi in casa, con un Governatore della Liguria imperturbabile sulle sue, condivisibili e ragionevoli, posizioni.
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(28 gennaio 2022)
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