di Daniele Santi, #Politica
Riferendosi alle elezioni di Roma, ne parliamo anche su Gaiaitalia.com Notizie Roma, il segretario del PD ha parlato di “primarie”, anzi, ha detto “penso che faremo le primarie”. E’ un Letta molto meno democristiano nell’eloquio e molto più pragmatico, almeno così sembra dall’esterno, pronto alla lotta per vincere dove c’è da vincere.
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Chissà se questo ritorno alle primarie sarà una scelta anche per la scelta del segretario nazionale dopo che le vittorie di Renzi (milioni di voti) e di Zingaretti sembravano essere improvvisamente invise ai potentati del partito dei vari capicorrente che pretendono di governarlo come cosa privata?
Certo è che di Enrico Letta ora hanno bisogno, quei potentati, e toccherà far finta di essere anche contenti di ciò che il segretario tirato per le maniche finché non ha detto sì, farà, dirà, proporrà perché l’alternativa è la morte. Per ora Letta ha portato in dote, in due settimane o poco più, quasi due punti percentuali nelle intenzioni di voto: cosa che dà un certo entusiasmo. Ora, toccherà anche lottare per rimettere in piedi una classe dirigente libera dai potentati e che sia degna di essere chiamata tale, andando oltre i ministri che danno le date per non rispettarle, oltre i proclami sarcastici di Orlando (ma a lui basta dare un ministero ed è felice) e tornando a pensare agli ultimi, quelli che davvero guarderebbero a sinistra e a causa della cecità di quest’ultima ora guardano a Casapound.
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(29 marzo 2021)
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