di Paolo M. Minciotti #Rimini twitter@rimininewsgaia #NoOmofobia
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…E tornarono le sentinelle in piedi, con i loro falsi inni di Libertà. In piedi, libro in mano, distanziamento sociale rispettato, perfettamente assorti nella loro profonda convinzione di essere nel giusto, disposti a tutto pur di salvare la tua anima – come ogni buon integralista, la storia ricorda – concentrati nella loro apparizione squadrista. Si dispongono come i militanti di Forza Nuova. Ma hanno più buon gusto. Tacciono. Come quando c’era da condannare la pedofilia nella Chiesa.
Ed invocano la libertà di opinione. La loro. Che è anche quella di offendere. E di non dire la verità.
O di dire la loro verità. Perché nulla di ciò che dicono sulla Legge Zan è vero. Ma questo paese vuole propaganda, non verità. Così come essi non cercano la verità, ma il convincerti che devi credere a ciò che essi credono soltanto perché essi ci credono. E siccome essi lo credono è la verità. E devi crederci anche tu.
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E’ la solita compagnia di giro che è tollerante e democratica se la pensi come loro. La conosciamo. E sappiamo che non è credibile nemmeno per loro. Gli è conveniente. Almeno questo pensano.
Ma c’è poco da lamentarsi: questo paese è diventato un covo di tifosi nel quale le tifoserie si scannano per avere ragione a tutti i costi e dal quale è scomparsa qualsiasi capacità di trovare punti di contatto tra posizioni differenti, quello che i colti chiamano fare sintesi, preferendo uno scannatoio pubblico costante all’interno del quale tutto ciò che si vuole è “avere ragione”. Così diventa poco credibile persino contestare le Sentinelle in Piedi e i loro slogan. Perché tutti praticano le stesse modalità.
Rimane il fatto che le loro manifestazioni sono dei flop politicamente inutili e la loro una propaganda medievale tutta interna al movimento religioso che loro chiamano fede, alla fine nient’altro che una messinscena similmilitaresca prodotta dalla solita compagnia di giro, scenograficamente perfetta, in nome di razzismo, intolleranza ed omofobia. Non necessariamente in quest’ordine.
(13 luglio 2020)
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