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A forza di scomunicare politici stranieri al governo pentaleghista rimarrà tempo per governare?

foto: ANSA/ETTORE FERRARI

di Giovanna Di Rosa #politica twitter@gaiaitaliacom #governo

 

 

 

Mentre attendiamo da un momento all’altro la dichiarazione di guerra di Matteo Salvini alla Francia, e mentre siamo in attesa – dopo il sottosegretario con delega all’Editoria – del sottosegretario al Conflitto, ci sovviene un quesito che ci lascia insieme attoniti e torrefatti [sic]: a forza di scomunicare politici stranieri, a forza di litigare con i ministri dell’UE; a forza di mettere i puntini sulle “i” come se nessuno li avesse messi mai; a forza di proclami e di rimandare presunti insulti al mittente, rimarrà a questo governo il tempo per governare?

Virginia Raggi la Magnifica e la sua Giunta del Precipizio insegnano: insediatisi promettendo tutto ed il contrario di tutto, sono stati così impegnati per due anni e passa di legislatura a smentire (tutto ed il contrario di tutto) da non avere tempo di combinare un accidente. O una beata minchia. Come volete voi.

Divertentissima, ai limiti del grottesco, la posizione del presidente del Consiglio telecomandato che non avendo voce in capitolo deve passare il tempo ad allinearsi alle dichiarazioni di uno e dell’altro Dottor Balanzone del governo, affinché venga percepito come uno che ha il comando. A volte prende sonore cantonate, come quando si è affrettato a mettersi dalla parte di Trump, che piace tanto a Salvini, e a condividerne le dichiarazioni che durano fino a quando il presidente americano non decide di annullare tutto con un tweet. Un gran presidente del Consiglio non c’è che dire.

E’ entusiasmante la nuova compagine di governo, tutto un fiorire di menti eccelse specializzate in niente, ma abilissimi nel non avere rivali in quel niente. Il presidente del Consiglio telecomandato non rischia, in questo modo, né di essere sbugiardato, né di oscurare. Tanto comanda Matteo Salvini che parla solo in prima persona e si scambia per Dio.

Favolose alcune dichiarazioni – molte cancellate dai social – di alcuni tra i nuovi sottosegretari del governo che va alla guerra col mondo (e la perderà in pochi mesi): da chi tifa perché l’Etna possa risolvere i problemi dell’Italia (il nuovo  Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento, Vincenzo Santangelo che poi ha precipitosamente rimosso il post) alla leghista Vannia Gava, madre della teoria secondo la quale il Calderoli che paragonò l’allora ministra Kyenge ad un orango aveva ragione. Gava spiegava nel 2013 che è “è innegabile” che “i tratti somatici di alcune popolazioni evochino da sempre sembianze animali se non peggio” invitando il popolo razzista che si nasconde dietro la cultura [sic] ad uscire allo scoperto e a finirla di “puntare il dito contro i pochi che hanno il coraggio di dire quello che pensano tutti”. Se non son geni non li vogliono, quelli del governo pentaleghista del vox imperium vox dei.

Ora resta da sciogliere un quesito su tutti? Cosa farà mai Vito Crimi alla sottosegreteria all’Editoria? E un’altra domanda ci devasta dal profondo: a forza di scomunicare politici stranieri,al governo pentaleghista rimarrà tempo per governare?

 





(13 giugno 2018)

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