La favolosa giunta veterofascista di Todi e la sua peculiare applicazione delle regole come “epurazione”

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di G.G. #Todi twitter@gaiaitaliacomlo #politica

 

 

Il senso per la punizione insensata del fascismo spunta a Todi, ridente paesucolo sul cucuzzolo di una montagna che si fregia – autoappropria? – del titolo di miglior luogo del mondo nel quale vivere dal 1987. Andateci a vivere e capirete il perché. Luogo splendido. Abitanti limitatucci, ma di buon cuore.  Il PD locale è riuscito a perdere le elezioni per 16 voti, il primo dei tanti capolavori che avrebbe compiuto a seguire, non che importi. Più ti senti un genio più lo prendi in quel posto. E incolpi gli altri.

L’amministrazione veterofascia che ne è uscita non fa nulla di meglio dei precedenti, però ha avuto culo: nel senso che si è inglobata quei geni di Casa Pound, primi in Italia, ai quali bisogna pagare pegno. Così cosa fa l’altrettanto geniale sindaco della città? Decide di applicare la legge anticorruzione a modo suo, perché le leggi vanno applicate, anche se prima bisognerebbe capirle, e cosa fa? Invece di far ruotare i dirigenti apicali dell’amministrazione, che rimangono tutti lì dove stanno, fa ruotare 22 impiegati su 100. Non dirigenti, impiegati semplici. Anche quelli che fanno bene il loro mestiere. Succede a chi di leggi non capisce niente e scambia l’elezione a sindaco per potere assoluto. Lo fece anche Mussolini. Auguriamo ai nuovi signori di Todi di fare fine migliore.

Pare che tra loro ci sia anche chi aveva chiesto di essere trasferito ad altro incarico. Ci stupisce che tra loro ci sia la direttrice della Biblioteca di Todi: si chiama Fabiola Bernardini, è una eccellente professionista, ama il suo lavoro e lo fa bene. L’abbiamo conosciuta e abbiamo lavorato con lei. E parliamo di professionalità, non di simpatie personali. E’ assai battagliera. Non sempre con coscienza. Protagonizzò (ispanismo) una polemicuccia coi nostri Weekend Letterari per questioni di soldi che erano nostri e non pubblici. Poi capì. Perché fra persone intelligenti ci si capisce e chiarisce sempre.

Bernardini fa così bene il suo lavoro da dare fastidio. E’ laureata in Lettere ed ha due specializzazioni: una in Archivistica e l’altra in Biblioteconomia. In onore alla sua preparazione, perché il veterofascismo fa sempre un po’ Minculpop e per essere veri veterofascisti bisogna anche essere un po’ sovietici e viceversa,  propongono a Bernardini di lasciare il settore cultura, turismo e sport per spostarsi all’Urbanistica, perché è lì che la preparazione umanistica gioca la sua carta migliore.

Questa giunta di sciagurati, eletti grazie ad altri sciagurati che di politica sanno meno che di umanità, dà l’impressione di volersi vendicare di Bernardini che ha la ventura di essere anche di sinistra ed iscritta all’ANPI. Nel novembre 2017 le era stato ordinato di secretare (togliere dai coglioni, insomma) i libri su tematiche come l’omosessualità e l’omofobia perché a certi neofascisti piace che di questi temi si parli di notte. Magari sulla Cristoforo Colombo e lontano da occhi indiscreti.

C’era stato casino. Così che non se ne era più parlato. Ora, continuando a non parlarne, hanno impallinato la Direttrice che si era anche schierata, possedendone la tessera, implicitamente a favore dell’ANPI e contro il patrocinio negato dalla giunta neofascista che paga pegno a Casa Pound, per le celebrazioni del 25 aprile scorso. Bernardini ha avuto poi addirittura l’ardire di partecipare alla festa delle Famiglie Arcobaleno di qualche settimana fa e di finire casualmente in tivù, non perché lei glielo abbia chiesto.

Il paesucolo medievale con la giunta vetero insorge e le comunica informalmente che sarà trasferita al settore Urbanistica.

Si chiama “epurazione”. La conosce anche il nostro Editore. Ma torna sempre indietro. Basta aspettare.

Per i risultati notevoli ottenuti dal servizio biblioteche della cittadina sul cucuzzolo che si sente caput mundi vi rimandiamo a questo link.

 

 





(6 giugno 2018)

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