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Ricalcando la legge Fiano contro la propaganda di immagini e contenuti “propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero le relative ideologie”, il leghista Alain Luciani, consigliere comunale a Padova ha presentato una mozione per “perseguire penalmente con pene severe: chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito Comunista, ovvero le relative ideologie”. La notizia è pubblicata da Il Giornale.
La mozione è stata presentata a Padova e mira a mettere al bando il comunismo 40 anni dopo la caduta del muro di Berlino e non è un caso che arrivi dopo oltre vent’anni di berlusconismo e di sventolio della bandiera anticomunista contro un comunismo che nella storia d’Italia non si è mai visto, ad uso populista e di sopravvivenza personale.
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Scrive Il Giornale che secondo Luciani i responsabili della propaganda [sic] comunista andrebbero puniti anche se il “reato” [sic] è commesso solo “attraverso la riproduzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti, persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità, con pena aumentata se il reato dovesse avvenire per via informatica (es. Facebook, Twitter, Instagram)”.
Aspettiamo nuova mozione contro i fascisti e neofascisti che sugli stessi social si scagliano contro ebrei, avversari politici, omosessuali, donne, islamici e minoranze varie.
Il buon Luciani non ci lascerà a bocca asciutta, siamo certi.
(28 marzo 2018)
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