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Parlano di macroeconomia e non sanno fare i conti se non in tasca propria, candidano massoni e dichiarano “ghéimover”: la Grande Fandonia

di Giancarlo Grassi #Politica twitter@gaiaitaliacom #rimborsi

 

 

Dunque il candidatino premier che sa dire ghéimover ha dichiarato che il movimentucolo pagliaccesco di cui ama essere riconosciuto come supremo leader avrebbe restituito allo stato 23milioni di euro di rimborsi, cioè di stipendi restituiti in parte dai parlamentari della Setta Favolosa. Dunque facciamo i conti: 23 milioni di euro diviso 60 mesi di legislatura fanno 383mila 333,333 periodico eurini, che diviso per il numero dei parlamentari a 5Stelle, che se non sbagliamo sono 163 tra deputati e senatori, fa una restituzione pro-capite di 2.351,738 euro, restituzione ampiamente recuperata con i lauti rimborsi – 6000 euro per spese di cancelleria per il candidatino premier che sa dire ghéimover sono una bella cifra – che il M5S ha ricevuto dallo stato così come previsto dalle vigenti leggi. Nulla da dire al riguardo. Ma le cose vanno dette tutte e fino in fondo. Soprattutto da chi professa onestà ed integrità fino all’ultimo pelo della più remota zona del corpo dove non batte mai il sole.

Negli ultimi giorni la dolorosa ed austera [sic] campagna elettorale del candidatino premier già stiuard del San Paolo al quale piace dire ghéimover ha avuto a che fare con una serie di difficoltà che il leader politico più brillante della storia d’Italia recente e futura ha risolto da par suo:

 

  • un problema da nulla con un candidato nel proporzionale al Senato per il M5S che si allena con esponenti di una famiglia mafiosa e paga un affitto di 7,5 euro al mese pur essendo amministratore delegato di due società, problema risolto con una dichiarazione firmata nella quale risulta che il candidato non è più candidato, peccato che al Viminale risulti ancora in lista perché il candidato premier più furbo della storia d’Italia recente e futura non sa nemmeno cosa dicono le leggi. Lui apre la bocca e dà fiato;
  • un altro problema da nulla con un candidato massone che non si sapeva che era massone e che ora si vede inibita la possibilità di utilizzare il logo della Setta Favolosa, immaginiamo sopravviverà anche a questo, e per il quale – sono le auree parole del candidato premier già webmaster che dà lezioni di diritto al Presidente Mattarella nonostantenon abbia una laurea – è scattato il ghéimover. Peccato che al Viminale risulti ancora in lista  perché il candidato premier più furbo della storia d’Italia recente e futura non sa nemmeno cosa dicono le leggi. Lui apre la bocca e dà fiato;
  • la sfrontata ingratitudine di esponenti della Sacra Setta i quali effettuavano i bonifici dei rimborsi dello stipendio da parlamentare, presentavano la copia del bonifico come da contratto, scusate, come da accordi, e poi annullavano il bonifico: mele marce, ha dichiarato il candidato premier più furbo della storia d’Italia recente e futura, ed è subito corso in banca accompagnato da uno de Le Iene – che avevano sbugiardato i bugiardelli – noi ci saremmo andati anche con un avvocato, che non si sa mai.

 

Ecco quindi le ultime straordinarie avventure della forza politica che non sa farei i conti, che si inventa balle alle quali in troppi credono, che è formata da una banda di impreparati incredibilmente impreparati, che elegge chi vuole online e che – nell’immenso vuoto che c’è – riesce ad accreditarsi addirittura come forza di governo. C’è da rabbrividire. Non per questi poveracci che dopo avere devastato le città che governano devasteranno anche il resto del Paese, qualora dovessero governarlo, ma per quegli Italiani che continuano a credere ai Messia e con la loro stupidità trascinano nel baratro tutti gli altri.
Meno male che, come cantava Bennato, in fin dei conti puoi sempre emigrare.

Con tanti saluti a clan Spada, massoni, rimborsi e firme false.

 




 

(13 febbraio 2018)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 




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