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Mariano Rajoy destituisce il governo catalano e gli anti-Catalani attaccano Radio Catalunya

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di Il Capo, twitter@iiiiiTiiiii

 

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Il buon cattolico nero Mariano Rajoy, presidente con muscoletti del governo più minoritario della storia recente di Spagna passerà alla posterità non come il più stupido, non era necessaria la dichiarazione d’Indipendenza catalana per quello, ma come il primo Capo di Governo a permettere la violenza della popolazione versus indipendenza, contro la Catalogna. Lo ha fatto dichiarando la sospensione dell’autonomia catalana e l’entrata in vigore dell’articolo 155 della Costituzione spagnola oltre alla destituzione del governo della Catalogna (la cui dichiarazione d’Indipendenza resta comunque agli atti, e con quella l’ometto politico galiziano farà i conti più avanti).

Primo risultato dell’azione di Mariano Rajoy  è stata la violenza degli spagnoli-spagnoli contro le installazioni di Radio Catalunya (che offriva, va detto, una programmazione di altissima qualità culturale).

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Ecco l’imperialismo da quattro soldi degli Spagnoli scatenarsi in tutta la sua violenza alle porte del 2018. I disastri del colonialismo non hanno insegnato nulla né alla popolazione né ad un primo ministro ignorante e brutale nella sua stupida ed insensata gestione del potere. Mariano Rajoy cercava un nemico da distruggere dalle elezioni del 2012: c’ha provato con le coppie omosessuali, ed ha dovuto fare un radpido dietro front perché le organizzazioni LGTB spagnole non sono come le patetiche associazioncine di casa nostra che presentano reginette ai Gay Pride, ma fanno sul serio; c’ha provato con le opposizioni, che l’hanno subito messo in riga; c’era quasi riuscito con la televisione spagnola dalla quale ha fatto fuori tutti i giornalisti che non gli garbavano, poi ha dovuto frenare. Per legittimarsi con il popolo spagnolo ancora profondamente fascista anche se vota a sinistra e che ha in odio ogni manifestazione di dissenso contro il Regno gli servivano  ancora due cose: un Re che non sapesse dove stava né come si chiamava (e lo ha avuto) ed un governo Catalano che facesse sul serio e dichiarasse l’Indipendenza affinché il primo ministro mascellone gettasse la maschera e mostrasse a tutti la sua brutalità politica. Ha trovato anche quello, ma mentre con Re Felipe gli è andata bene (perché il giovane sovrano è un lillipuziano in confronto al padre Juan Carlos) con il governo catalano destituito Mariano Eajoy, senza saperlo, ha commesso una serie di errori politici che lo distruggeranno.

Ora si sente vincitore, il buon Mariano cattolico esponente dell’orribile borghesia nera spagnola, ma ha sei mesi di tempo. Poi capirà cosa significa essersi messo contro un intero popolo, quello Catalano, ed avere accettato di essere messo all’angolo dal PSOE concordando la stesura di nuovi emendamenti costituzionali che proprio di autonomie parlano.

 

 

Quindi, una volta persa la sua poltrona di capetto di un governicchio di minoranza, se la vedrà con gli scandali del PP che pochi dei suoi oppositori, tra politici e cittadini, si sono dimenticati.

Mariano Rajoy è morto. ¡Qué viva Catalunya!





(27 ottobre 2017)

©gaiaitalia.com 2017 – diritti riservati, riproduzione vietata

 



 

 

 

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