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Quelli che pretendono la fedina penale pulita dagli altri e quando si tratta di loro cadono dal pero

luigi-di-maio-m5s-16-vassallo-stretta-di-manodi Il Capo

 

 

 

 

 

La foto del vicepresidente della Camera, il grande statista Luigi Di Maio, con il fratello del boss pentito della Camorra, a sua volta sotto processo per avvelenamento ambientale è un momento di quelli topici, di quelli che si ricorderanno, nella storia scalcagnata del M5S, come una delle storielle da bar da passare ai posteri. Il grande statista [sic] Di Maio è di quelli che pretenderebbero di vedere la fedina penale degli altri, salvo poi cadere dal pero quando a frequentare ristoranti di proprietà della mafia e farsi fotografare col fratello del camorrista pentito, è lui stesso. La giustificazione “Non sapevo chi fosse”, vale sempre. E’ particolarmente apprezzata dai fanatici della Setta che non vogliono un movimento politici che funzioni e che sia coerente, ma una religione in cui credere con tanto di messia e apostoli. E’ la perversione dei monoteismi. Ed anche noi pensiamo, anche se Luigi Di Maio ci piace poco, che non sapesse effettivamente a chi stava per stringere la mano. Ma perché i bravi attivisti a 5Stelle lo hanno portato proprio in quel ristorante?

 

Luigino Di Maio, già disoccupato e baciato dalla fortuna, proiettato da un giorno all’altro nella storia d’Italia coi voti favorevoli del PD che tanto odia, è lanciatissimo sulla strada dell’immortalità: è ambientalista quando gli conviene (poi fa le foto con chi è accusato di avvelenare l’ambiente), garantista quando conviene a lui ed ai compagni di partito (salvo accusare praticamente ogni avversario di essere un disonesto, in linea con i dettami dei Grandi Capi del M5S), moralista tutti i giorni, contro le discriminazioni fino ad un minuto prima di votare le Unioni Civili (salvo poi votare “No” per farle saltare), ma è soprattutto schiavo dell’altissimo concetto che ha di sé e del vuoto che rappresenta. Come tutti gli egopati l’ometto politichino si sbatte da una parte all’altra dell’Europa alla ricerca di una legittimazione che non avrà, perché la distrugge con dichiarazioni improbabili (vogliamo ricordare quelle su Israele e Gaza sbugiardate persino dai carabinieri?), una volta rientrato nel capiente utero delle bufale pentastellate.

 

Ora è alle prese con l’ennesimo scivolone, quello della foto coi Tredicine prima e Salvatore Vassallo dopo, nascosto dalla roboante dichiarazione che recita pressappoco “faccio migliaia di foto, non posso sapere chi è chi”. E’ il destino delle star. Che se tengono alla loro immagine poi chiedono spiegazioni,e  pretendono che gli siano fornite, a coloro che in quel ristorante gestito da camorristi lo hanno portato.

 

 

 

 

 

(8 novembre 2016)

 

 

 

 

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