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Dalle “bestie da rimpatriare” del presidente Toti alla svolta animalista di Berlusconi

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di Daniele Santi

 

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Dell’incandidabile Silvio Berlusconi ormai non frega più un accidente a nessuno, forse nemmeno ai suoi, quelli che stanno seduti dove stanno per essere stati fedeli al reuccio di Arcore, così mentre da un lato l’ultraottantenne biascicone tenta di rifarsi una verginità contro ogni speranza, gettandosi a capofitto nell’animalismo dei quadrupedi dopo avere esplorato l’animalismo dei primati a due zampe per circa un ventennio, il suo compagno di ventura Toti, il presidente della Regione Liguria, risponde ad un tweet razzista parlando sconclusionatamente di “quando saremo al governo”. Il tweet si riferisce agli immigrati chiamandoli “bestie straniere”.

 

Sarebbe effettivamente molto difficile per Toti, che governa la Liguria coi piedi, spiegare al suo elettorato filoleghista e cialtronesco che chiama gli esseri umani “bestie”, come il disastro dell’immigrazione che viviamo sia figlio anche di quella Bossi-Fini e del suo un regolamento d’applicazione da manicomio, votati da quel governo che ora le “bestie straniere” dovrebbe mandarle a casa una volta tornato a dominare [sic] Palazzo Chigi. Toti, come ogni servitore che si rispetti, spera nel colpo di genio del Capo, ultraottantenne biascicone, che per giustificare un elettorato di razzisti e fascistucoli che chiama gli esseri umani “bestie” ha pensato bene di “umanizzare gli animali” dando a Forza Italia, in omaggio alla rossa Brambilla, una decisa svolta animalista. Come se certi politici ai quali ha consentito la scalata al parlamento non avessero costituito una svolta “sufficientemente” animalista. Politicamente parlando.

Il circo Forza Italia non adotterà di suo una politica “animalista”, non ce lo vediamo Brunetta lottare con un quattrozampe per una poltrona in Parlamento, piuttosto sarà affiancato dalla lista civettuola che strizza l’occhio ai cuccioli e se ne fotte degli esseri umani che crepano di fame. Perché la destra è così, si commuove, versa una lacrimuccia e, grazie a questo, si sente buona e sensibile. E chi ha fame, crepi.

Ecco quindi per voi, insieme all’inqualificabile tweet di Toti, anche la foto tutta un ritocco di Brambilla e Berlusconi che rapiti dall’estasi della mammella virtuale, si coccolano con fare estasiato due agnellini ,proprio come se essi stessi fossero diventati tali. E’ la svolta animalista-nuova genialata di Berlusconi: dentro Forza Italia i pecoroni, con Brambilla gli agnellini.

E con questo vogliono continuare a raccontarla agli italiani: di plastica erano, di plastica son rimasti.

 

 

 

(31 maggio 2017)

 




 

 

 

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