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Il governo-ombra de L’Espresso ha già deciso che per l’Italia non c’è speranza

di Giancarlo Grassi

 

 

 

 

 

Il nuovo numero de l’Espresso riporta un paio di interessanti articoli a firma Marco Damilano, apprezzato ospite quasi-fisso di Lilli Gruber insieme ai pentastellati di tutte le bufale ed i loro sostenitori su carta stampata e di Lucio Caracciolo. Entrambi gli articoli hanno in comune la fedeltà alla linea del governo-ombra de l’Espresso e Repubblica che hanno già deciso, almeno da quando Renzi è entrato in rotta di collisione con Eugenio Scalfari e poi quando si è schierato a favore della Commissione Interbancaria, che il destino dell’Italia è segnato e che il nostro paese verrà distrutto dagli speculatori grazie al prossimo governo che sarà guidato dal M5S e che verrà buttato fuori dalla zona euro a calcio grazie agli accordi tra Merkel e Macron. I due non sono naturalmente solo eccellenti giornalisti, ma sono dotati di straordinarie capacità divinatorie, considerando che il settimanale è stato preparato assai prima dell’insediamento di Macron avvenuto oggi, 14 maggio.

In particolare Damilano si concentra sulla speculazione straniera che punterebbe, secondo lui, ad un governo guidato dal M5S utilizzando la loro incapacità per devastare l’Italia del pesantissimo debito pubblico e della crescita dello zero virgola un po’, sparando pesanti bordate contro Matteo Renzi prese in prestito dal presidente emerito Napolitano del quale prende in prestito una dichiarazione: “C’è chi scopre adesso Macron ma prima ha inseguito Lega e M5S contro l’Unione Europea” rilasciata al Corriere il 9 maggio e presumibilmente riferentesi alle “polemiche” di Matteo Renzi contro Bruxelles. Non ho particolare simpatia per la segreteria Renzi-bis né per la malcelata voglia di vendetta della nuova dirigenza PD che, presto o tardi, ma penso presto, attaccherà il governo Gentiloni in qualche modo e probabilmente in malo modo, ma Damilano sa, così come sappiamo noi, che le polemiche di Renzi contro un modus operandi dell’Unione Europea non andavano nella direzione suggerite dal suo articolo. Damilano sa che il segretario PD ha sostenuto Macron da subito, se parlasse di opportunismo renziano non aggiungeremmo nulla di più. Dunque ciò che aspetta l’Italia è un governo del M5S che sarebbe l’occasione per chi vuole distruggere l’Italia di farlo, data l’incapacità del movimentucolo di Grillo di mettere insieme una squadra di governo sensata. Siamo tra coloro che continuano a credere che l’attuale situazione politico-economica sia l’effetto della sconfitta del “Sì” al referendu, che il governo-ombra de l’Espresso e de la Repubblica ha sostenuto, insieme al variegato fronte del no conservatore del 59,9% che andava dai fascisti di ultima generazione ai post comunisti dell’Mdp, che si è opposto al 40,1% di un uomo solo. Se la scelta è stata giusta o no lo vedremo in futuro. Per ora pare non sia stata una buona idea, ma aspettare è saggio ed intelligente. Sempre. Anche se si scrive per l’Espresso.

Leggendo l’articolo di Lucio Caracciolo, ad esempio, vien voglia di chiudere baracca e burattini ed emigrare in Francia o in Germania o in quella zona che un tempo veniva chiamata Benelux, per evitare i disastri prossimi venturi. Dalla separazione del nord Italia dal sud, dalla balcanizzazione o ex-jugoslavizzazione delle regioni italiane provocate dalla pressione di Putin, all’Unione Europea che ci potrebbe – perché i bravi giornalisti parlano sempre per supposizioni – buttare fuori a calci nel caso la nostra situazione diventasse disperata. Perché bisogna sempre prevedere il peggio, sennò non si vende. Caracciolo poi fa un’analisi sulla questione migranti, paragonando l’Italia ad una pentola a pressione “non attrezzata per integrare i migranti” e che, aggiungiamo noi, scambia il buonismo con l’integrazione e l’organizzare spettacoli con protagonisti immigrati per integrazione.

Chiarendo che questo non è un attacco ai due professionisti del giornalismo citati, la sensazione che si ha leggendo gli articoli in questione, ragione per la quale ci permettiamo questo articolo sicuramente non “all’altezza”, è di assistere ad uno sfascismo tutto italico che invece di partire dalla situazione per elencare possibilità e scenari di sviluppo preferisce concentrarsi sulle intuizioni, magari esatte, che diventano articolo, che diventano pessimismo, che diventano del doman non v’è certezza, che diventano il solito Renzi alla gogna e l’esercizio intellettuale e giornalistico sempre più sterile, più attento a non perdere copie -perché bisogna essere opposizione a tutti i costi – che all’oggettività del racconto. Vedere il difficile momento italiano, europeo e mondiale non è un grande sforzo, il grande sforzo sarebbe quello di trovare soluzioni per uscirne e non ci sembra che né il governo ufficiale di Gentiloni né il governo-ombra de l’Espresso brillino per la genialità di ciò che propongono.

 

 

 

 

(14 maggio 2017)



 

 

 

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