
di Giancarlo Grassi
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Insomma il capolavoro dello smacchiatore di giaguari e del suo entourage del fallimento comincia a manifestarsi in tutta la sua (in)consapevole (in)consistenza anche all’interno del Parlamento Europeo. Le forze del PSE, in particolare il leader dei Socialisti Europei Sergei Stanishev, ha sbattutto la porta in faccia ai quattro dell’oca selvaggia con una risposta che non lascia spazio a dubbi: “Non c’è spazio per chi mina l’unità dei progressisti”.
Ricorderanno coloro che l’agone del Bersani hanno seguito dalla sua cialtronesca campagna elettorale da paesino della pianura padana fino allo schiaffeggiamento ricevuto in diretta streaming da una statista del livello di Roberta Lombardi, come il PD per lungo tempo, a causa di personaggi dello stampo di coloro che hanno fondato Mdp, sia rimasto fuori dal PSE per non scontentare nessuno, o forse, per cecità eletta a modus operandi.
In un’intervista a l’Unità, Stanishev non ci va giù leggero nemmeno con Massimo D’Alema dicendo: “È da molti mesi che vediamo che si comporta con una totale mancanza di lealtà politica nei confronti del Pd e anche nei confronti del Pse. Spesso abbiamo avuto l’impressione che il suo approccio critico fosse dovuto principalmente a dei risentimenti personali”.
(3 marzo 2017)
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