di Giovanna Di Rosa
Non indicano uno straccio di programma di sviluppo per l’Italia, si insultano e si indignano. Ma che politica è?
Il dibattito parlamentare dell'11 giugno ha offerto una serie di spettacoli indimenticabili per la loro pochezza, una serie... →
Perché non parleremo dei Mondiali di Calcio a Casa Trump e “vicinato obbligato”
Oggi iniziano i Mondiali di Calcio di Casa Trump e vicinato obbligato, che dureranno una vita, come al... →
Lo spudorato e falso simbolismo della Sindaca delle Meraviglie, la favolosa Virginia Raggi già delle Funivie, si è espresso in tutta la sua inutilità il 25 novembre scorso, quando in Campidoglio si è celebrata la giornata contro la Violenza alle Donne lasciando una sedia vuota nella Sala del Consiglio, a ricordare la donna che avrebbe potuto esserci, ma non c’è. A causa della violenza di genere. Un gesto di grande [sic] profondità simbolica messo in campo da una Sindaca e da una giunta che il 22 luglio scorso, a confermare il grande amore per le donne e l’impegno per la loro incolumità, aveva tagliato 300mila euro di finanziamenti ai Centri Antiviolenza della Capitale, sempre più a rischio chiusura.
La Sindaca dei Miracoli si è guardata bene dal farsi vedere alla manifestazione del 26 novembre contro la Violenza alle Donne, è la coherentia a 5 Stelle baby, ma ha fatto altre promesse dopo quella che recitava: “I centri antiviolenza non chiuderanno e nascerà uno sportello in ogni municipio” ora è il momento del “Nel 2017 saranno aperti tre nuovi centri grazie a fondi europei”. I fatti sono che in Campidoglio non c’è un delegato alle Pari opportunità, i 300mila euro stralciati nell’assestamento di bilancio di luglio destinati ai centri antiviolenza non sono stati reinseriti, e i centri languono nell’attesa di conoscere il loro destino.
(26 novembre 2016)
©gaiaitalia.com 2016 – diritti riservati, riproduzione vietata

