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Luigi Di Maio, sul viaggio in Israele sbugiardato anche dai Carabinieri

Luigi Di Maio M5S 02 Trilateraldi Giovanna Di Rosa

 

 

 

 

 

 

 

 

Coherentia et Honestate non bastano, quando si parla di questioni internazionali occorre anche Sinceritate, soprattutto quando si tirano in ballo le Forze Armate italiane. Ricorderete il viaggio di Luigi Di Maio in Israele, nel quale il Primo Ministro in pectore ha scoperto che a Gaza non si entra, n’est pas? Nel corso di quel viaggio Luigi Di Maio aveva anche parlato di Hamas come di “terroristi”, quando noi abbiamo sempre saputo, Alessandro Di Battista docet, che il M5S ha con i terroristi un rapporto di “comprensione”. Nel corso di quel viaggio il Di Maio a 5Stelle aveva dichiarato anche di essere andato a conoscere i nostri carabinieri della TIPH a Hebron, una missione che ha il compito di monitorare le violenze sul territorio e riportarle alle Nazioni Unite. Ci hanno spiegato di come circa l’80% dei conflitti nella zona siano dovuti agli attacchi dei coloni israeliani e di come nel 99% dei casi non avvenga nulla in loro presenza. Siamo orgogliosi degli uomini e delle donne dell’Arma dei Carabinieri”.

 

Con qualche giorno di ritardo rispetto alle dichiarazioni, e grazie a Flaminia Sabatello, Presidente dell’Ass. Romana Amici di Israele, che ha contattato con un’email dell’undici luglio 2016 direttamente l’Arma dei Carabinieri, siamo venuti a sapere (con una risposta via email che il testo della quale, grazie a Next Quotidiano, pubblichiamo più in basso insieme al testo di quella di Sabatello) che i Carabinieri così generosamente citati dal buon Di Maio, non hanno mai rilasciato nessuna dichiarazione al sedicente leader del M5S.

 

A seguito di quanto scritto ieri sui profili Facebook degli onorevoli Di Maio e Di Stefano, in merito a presunte dichiarazioni a loro rilasciate da non meglio specificati appartenenti dell’Arma dei Carabinieri )”siamo andati a conoscere i nostri carabinieri della TIPH a Hebron, una missione che ha il compito di monitorare le violenze sul territorio e riportarle alle Nazioni Unite. Ci hanno spiegato di come circa l’80% dei conflitti nella zona siano dovuti agli attacchi dei coloni israeliani e di come nel 99% dei casi non avvenga nulla in loro presenza”), chiedo delucidazioni su chi dell’Arma abbia autorizzato i suddetti militari a fornire dati così sensibili ( sempre che ciò risultasse essere vero) a persone che stanno compiendo un viaggio non istituzionale, ma solo a nome loro. Credo che ciò costituisca un fatto grave, ma soprattutto non aiuti in nessun modo quel processo di pace che tutti ci auspichiamo.

In fede,

Flaminia Sabatello
Presidente Associazione Romana Amici di Israele

 

(email dell’11 luglio 2016)

 

Gentile Sig.ra Sabatello,

in relazione alla sua mail dell’11 luglio, le precisiamo che nel corso della visita della delegazione parlamentare guidata dagli On. Di Maio e Di Stefano a Hebron, i militari dell’Arma dei Carabinieri impiegati nella missione TIPH 2 non hanno rilasciato alcuna dichiarazione alla suddetta delegazione, che è stata ricevuta ed ha interloquito esclusivamente con il Capo Missione, Gen. B. norvegese Einar Johnsen, al quale un militare dell’Arma ha fornito un supporto come mero traduttore.
Distinti saluti

Ufficio Relazioni con il Pubblico
Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri

 

(email del 28 luglio 2016)

 

Tutte le domande sulle responsabilità eventuali che i sedicenti Cittadini a 5Stelle dovrebbero prendersi, rispetto a troppo leggere dichiarazioni, sono legittime. Noi non diamo giudizi rispetto a strategie che si giudicano da sé.

 

 

 

 

 

 

 

 

(3 agosto 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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