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Di Maio dà lezioni di politica ad Israele e chiama “terrorista” Hamas (ha chiesto a Di Battista cosa ne pensa?)

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Luigi Di Maio M5S 03 Israeledi Il Capo

 

 

 

 

 

 

 

 
Luigi Di Maio è andato a portare un po’ del nulla che rappresenta ed esprime anche in Israele (chi paga il viaggio? con quali soldi?), travestendosi da messaggero di pace, lui che è il leader in pectore (fino a quando) del M5S della violenza verbale, e che è diventato anche, nel breve volgere di qualche ora, uno statista di caratura mondiale in grado di dare lezioni di politica ad Israele.

 

Di Maio quindi, ci racconta Repubblica, porta un po’ della sua infinita saggezza anche in Israele dicendo quello che, ai più, apparirà oro colato e non banalità da horror vacui: “La politica dei muri è sempre una cosa che in qualche modo va superata, la stiamo vivendo anche in Europa e va superata”, poi però – è nella filosofia a 5Stelle dire una cosa ed anche un’altra – aggiunge che “L’azione di Hamas è un azione terroristica. Se fanno azioni terroristiche noi le condanniamo”. Noi chi?

 

Pare che le posizioni di Alessandro Di Battista, onorato membro del sedicente direttorio del movimento fondato da un grillo, un commercialista e dal nipote di un grillo, siano leggeremente diverse: “Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella”. Questo, qualcuno ricordi al giovane Di Maio, è il pensiero del suo compagno di merende e direttorio Di Battista, che va oltre: “Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana”.  Ci stupiamo dei due pesi e due misure: in Israele si condannano i terroristi, in Italia si giustificano. Grande M5S tutto coherentia et honestate.

 

Ci chiediamo, in chiusura di cronaca, se Di Maio si sia consultato con il Di Battista nazionale prima di far sapere ad Israele che ritiene Hamas terrorista (un’affermazione pericolosa anche per i rapporti tra l’area e l’Italia) o fino a quando questa affermazione propagandistica in territorio israeliano sarà valida, e, se possibile, se si conosca già la data della prossima boutade in linea con gli obbiettivi elettorali della setta che ha sede in un blog ed alla quale paghiamo uno stipendio per sentirli gridare incongruenze e far sedere bambini sulle poltrone di sindaco.

 

 

 

 

 
(9 luglio 2016)

 

 

 

 

 

 

 
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