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Il grande statista Luigi Di Maio scopre che a Gaza non si entra. Geniali 5 Stelle…

Luigi Di Maio M5S 04di Daniele Santi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ex steward ex webmaster ex studente fuori corso, ora vicepresidente della Camera coi voti del Pd, a capo della delegazione a 5 Stelle che è andata (“coi soldi degli Italiani”, scrive il Vangelo secondo Travaglio) in Israele per insegnare la civiltà a Netanyahu, e/o per far dimenticare ciò che gli elettori fascisti a 5Stelle scrivono degli ebrei dai loro profili Facebook, senza riuscirci, ha finalmente scoperto che nella striscia di Gaza non si entra. “Brutto segno”, ha commentato l’uomo che cambierà la storia del Medio Oriente grazie ai consigli del suo fido Alessandro Di Battista, commento che non si capisce a cosa sia riferito, considerando che nella Striscia di Gaza non si entra da decenni e che sembra suggerire lo sconcerto di Di Maio nel vedersi rifiutare il permesso d’entrata, dopo che lui, il Grande Statista, ha dato intelligenti consigli sui muri a Netanyahu.

 

Il Fatto Quotidiano riporta una nota della delegazione M5S in Israele coi “soldi degli Italiani”, che brilla per umiltà, e si riferisce al “no” delle autorità israeliane alla loro visita a Gaza: “Abbiamo appreso dalla nostra ambasciata che il governo israeliano impedisce alla delegazione guidata dal vicepresidente della Camera dei deputati di recarsi nella Striscia di Gaza per visitare il progetto di un’organizzazione non governativa italiana pagato con i soldi dei cittadini italiani. Questo è un cattivo segnale non tanto per il Movimento 5 Stelle ma soprattutto per quello che è l’approccio dello stesso esecutivo israeliano rispetto alla situazione nella Striscia di Gaza e della pace nella regione”. Sì, avete letto bene. Il M5S ha scoperto, improvvisamente, che nella Striscia di Gaza ci sono problemi, che Hamas è un’organizazione terroristica, che da quelle parti si tirano su muri, e – mentre in patria Di Battista dichiara più o meno che i terroristi vanno compresi – da quelle parti si scoprono anti-Israele. E per chi ha la memoria corta è bene ricordare questo post del Grillo Sparlante del 2006 che cita Mein Kampf, non perché è filo-Hitler, ma perché a fini elettorali tutto fa brodo. Che è peggio.

 

Il resto del comunicato, di rara intelligenza, potete leggerlo qui, interamente pubblicato dal Vangelo secondo Travaglio.

 

Assistiamo così nuovamente all’ennesima prova di stupidità politica del più importante rappresentante polico del M5S, vicepresidente della Camera, che confonde la politica estera con le opinioni personali;  che scambia la visita al progetto di una ONG con l’occasione per insegnare a vivere ad un personaggio politico come Netanyahu, che persino Usa e Russia trattano con i guanti; che perde l’ennesima occasione per stare zitto e regala l’ennesima svendita del nulla cosmico ai sempre più invasati elettori del M5S. In chiusura, last but not least, l’orrenda serie di insulti antisemiti rivolti a Gad Lerner dal tollerrante ed acuto elettorato a 5Stelle nel giugno del 2014.

 

Giusto perché la Memoria non va persa.

 

Beppe Grillo 30 Messaggi Antisemiti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(10 luglio 2016)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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