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Liberi gli aggressori della coppia gay aggredita in casa, i cui componenti sono stati pestati a sangue e gettati nudi in strada e quindi condannati per omosessualità perché era evidente la “flagranza di reato” quindi “colpevoli” di amarsi e “condannati” per questo, come prevede il codice penale marocchino. Gli assalitori “guardiani” della morale liberi e contenti di avere fatto il loro dovere.
Ci saranno tanti pronti ad indignarsi leggendo questa notizia. Prima di farlo, per favore, controllino bene se dentro di loro non esiste lo stesso disgustoso censore che godrebbe di guardare nelle camere da letto altrui per dire “allora lo fanno anche loro”. Controllino la loro intolleranza, prima di giudicare quella degli altri. Non facciano come gli scimmioni dei quali parliamo qui. Non c’è moralismo che tenga se non siamo assolutamente sicuri di essere davvero liberi e voler davvero rendere liberi gli altri.
E ora insultateci.
(30 marzo 2016)
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