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“La piazza di oggi dice no alle proposte di mediazione irricevibili arrivate dall’area conservatrice del PD. Non si possono usare le unioni civili per inasprire le pene su una pratica già vietata in Italia come la gestazione per altri, che non riguarda in alcun modo questa legge e interessa nella stragrande maggioranza dei casi le coppie eterosessuali. Si tratta di una foglia di fico per coprire la volontà di negare diritti alle coppie omosessuali, come dimostra anche l’emendamento che vorrebbe declassare l’adozione del figlio del partner ad “affidamento particolare”, già ritenuto incostituzionale da molti esperti e che non garantisce pienamente la tutela dei minori in questione. Da queste proposte, emerge tutta l’ambiguità del governo sul tema dei diritti, un’ambiguità che rischia di mettere in crisi una legge indispensabile attesa da decenni da migliaia di coppie, con e senza figli, omo ed eterosessuali, tenendo anche conto della parte che riguarda le convivenze. E’ necessario, infatti, andare oltre le unioni civili e far si che alle leggi seguano azioni concrete sul piano della cultura e del sociale: bisogna rinnovare la strategia nazionale LGBT, troncata da questo esecutivo, che grazie alla collaborazione con il Consiglio d’Europa agiva negli ambiti dell’informazione, della scuola, della sicurezza e del lavoro, bisogna ripristinare il ministero delle pari opportunità, bisogna riavviare il percorso della legge contro l’omo-transfobia. E’ necessario, infine, fare in modo che le unioni civili, siano davvero un primo passo per l’estensione del matrimonio civile a tutte le coppie, unica soluzione per la piena uguaglianza di fronte alla legge”.
Lo scrive un comunicato stampa giunto alla nostra redazione firmato da Imma Battaglia, Presidente Onorario DiGayProject, Rosario Coco, Presidente Anddos-Gaynet Roma, Maria Laura Annibali, Presidente DiGayProject e Adriano Bartolucci Proietti, Presidente Nazionale Gaycs.
(23 gennaio 2016)
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