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Di complottismo, M5S, nemici sostituiti alla proposta politica ed amici che non si amicano più

Alessandro Di Battista 06di Il Capo

 

 

 

 

 

Un vecchio amico, persona stimabilissima e rispettabilissima, ha pubblicato nei giorni scorsi sulla sua pagina Facebook (o era Twitter?) il link ad un articolo di un settimanale cattolico che il mio laicismo mi impedisce di nominare e che non pubblicherò qui, dove ci si poneva domande su Putin con la solita retorica del “se non ci fosse lui”, (ci sarebbe qualcun’altro, ma chi passa la vita a guardare fuori di sé per accusare gli altri, anziché chiedersi cosa potrebbe fare, non va più in là), con riferimento alla crisi del Califfato Nero e tutto ciò che sappiamo. Il tutto, articolo e breve commento, erano infarciti del complottismo cui gli ultimi anni ci hanno abituato e che prolifera grazie a social network che ci permettono di immaginare cosa si muoverà dietro ai post degli utenti immaginandoli in attività che spesso sono tutt’altro – ma il social network non ci porta alla verità, ci porta a pensare ciò che LUI (il Social Network) vuole – complottismo che vede pericoli ovunque, dalle elezioni che in Italia non ci saranno più, all’Hiv che non esiste, ai medici dai quali non bisogna andare perché schiavi delle case farmaceutiche, e via complottando. I Complottisti di professione (sono numerosi quelli che conosco e sempre più numerosi quelli che cancello dalla mia cerchia amicale) sono persone che si spacciano per democratiche, libertarie e tolleranti, ma sono in realtà prìncipi dell’intolleranza più bieca, dittatori in pectore che la democrazia la blaterano, ma la praticano assai poco e che si riempiono la bocca di libertarismo perché fa engagé. Mi permetto di consigliare loro un palloncino autogonfiabile. In bocca.

 

Tra coloro che amicavo e che ora mi guardo bene dall’amicare, ce n’è uno che ha governato per anni un posto di lavoro del quale riteneva a torto di essere il capo, facendo fuori tutte le persone che in qualche modo sentiva come nemiche o potenziali concorrenti, tutte persone che valevano professionalmente assai più di lui, finendo miseramente nella cenere con la sua azienda. Perché di complottismo si muore.

 

Chi di complottismo vive invece è il bieco Movimento 5 Stelle dei Diarchi e del prode Alessandro Di Battista, entrato nelle grazie degli Italiani che trovano nel suo vuoto eloquio, nel suo nulla intellettuale, nel suo spacciare per oro la balsa, un nuovo miracolo italiano. Perché gli è andata storta con il miracolo italiano precedente. Alessandro Di Battista ed il Movimento 5 Stelle, del quale è così perfetto rappresentante,  sono specialisti nel rendere vero il falso, lanciare invettive contro il nemico del momento, ogni giorno uno nuovo (in questi giorni è stato il turno de l’Unità) contro il quale si scatena la ridda di messagi via internet che giungono a tutti i social a beneficio dell’universo grillino e suoi adepti.

 

Si viene poi a scoprire, e proprio da una foto pubblicata su Twitter, che molti dei lanci da social che Di Battista & Amici ci regalano quotidianamente (molti sono orribilmente sgrammaticati, si muore anche dal ridere, altri sono quelli di Crimi le cui evoluzioni garbate – verbalmente parlando – ricordiamo per la sua triste, ma indimenticabile esperienza di portavoce a cinque stelle al Senato), sono soltanto slogan a buon mercato perché la realtà è tutta un’altra. Un esempio sono gli affondi sistematici ed estremamente aggressivi dei 5 Stelle contro l’Italicum. Ma poi si scopre che Di Battista firma un documento che all’Italicum non è poi così contrario.

 

 

Alessandro Di Battista Italicum Documento

 

 

 

Ora, fermo restando che ognuno in politica insegue il potere come vuole e che un politico che non insegua il potere fa meglio a farsi suora, vediamo come tra il complottismo da social network che tanti voti virtuali porta e la realtà della lotta politica, che le vittime del complottismo non sono in grado di vedere, c’è un oceano. Un oceano di pensieri, parole, opere (poche) e soprattutto (molte) omissioni. Io l’antidoto al Movimento 5 Stelle ed ai complottisti l’ho trovato in una simpatica funzione di Twitter, ora vediamo fin dove l’altrui incoscienza (credulità, stupidità, insipienza, paura, cos’è questo meccanismo perverso?) si spingerà.

 

Gli umorali 5 Stelle sono noti. Veri e propri Pasdaran del Social Network, come testimoniano i nostri articoli sulla tristissima vicenda livornese del Sindaco Pentastellato Nogarin che hanno scatenato un numero così elevato di commenti da farci chiedere se in questo paese qualcuno che lavora ancora c’è e se sì, se lavori solo con la mano sinistra (o la destra, nel caso sia mancino). Non parliamo naturalmente di commenti garbati, informati, approfondimenti, dialogici, no: si trattava di insulti, invenzioni, guarda il tuo Piddì cosa fa, meglio lui che un ladro, insomma una mostra svergognata di tutte le ragioni per cui l’Italia è diventata il tristissimo paese che è diventato. Senza futuro, senza speranza e tragicamente senza cervello. Anche di tutto questo si nutre un movimento come quello Pentastellato. Di coloro che son cascati nella trappola del miracolo italiano ed ora ne cercano un altro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(4 dicembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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