Pubblicità
venerdì, Aprile 19, 2024
13.8 C
Roma
14.4 C
Milano
Pubblicità
PubblicitàBritish School Banner 2023

POLITICA

PubblicitàLancio Master 2023 Limited Edition

ESTERI

Pubblicità
Pubblicità
HomeCopertinaLivorno e Nogarin: quando vince il Programma, e poi non si hanno...

Livorno e Nogarin: quando vince il Programma, e poi non si hanno i mezzi per metterlo in atto

GAIAITALIA.COM NOTIZIE anche su TELEGRAMIscrivetevi al nostro Canale Telegram

Livorno Sindaco Nogarin 00di Daniele Santi

 

 

 

 

 

L’insopportabile arroganza del Movimento 5 Stelle si racconta da sola se ci concentriamo sulla convinzione dei Cittadini pentastellati di essere assolutamente migliori degli altri e sul loro essere schiavi  di questo sentire, ahinoi, così Italiano. Come sempre tocca rinnovare la memoria utilizzando un video, integrale, dell’apparizione del sindaco di Livorno Nogarin, ai disonori delle cronache in questi giorni per la triste questione della Municipalizzata cittadina.

 

Il video siete in grado di vederlo ed ascoltarlo da soli, e non staremo a tradurlo. Scriviamo questo pezzo dopo avere pubblicato nella giornata del 1 dicembre un articolo volutamente fazioso e provocatorio nel quale ce la prendevamo con il Sindaco di Livorno e con gli incapaci a 5 Stelle perché ci interessava leggere le reazioni sul web, cosa che non abbiamo tardato a fare, e perché non si può essere tanto politicamente inetti da criticare i proprio predecessori, puntare il dito a livello nazionale contro le emergenze delle altre città e poi trovarsi nella stessa situazione ed arrampicarsi sugli specchi, negando l’evidenza.

 

Decine e decine i commenti, numerose le visualizzazioni ed una costante: l’incapacità assoluta del popolo a 5 Stelle di vedere che anche il Movimento nel quale così ciecamente credono può commettere errori, accecati dal furore anti-Altri, dove gli Altri sono tutti coloro che hanno governato prima del movimento-non-partito che ha sede nel blog di Grillo, dei cui conti non si sa nulla, dei cui metodi di designazione dei candidati non si sa nulla, di cui si conosce la straordinaria capacità di mettersi a strillare contro chiunque e l’incapacità ed insipienza di molti degli eletti (ricordiamo i tristissimi esempi di Roberta Lombardi e del Sen. Crimi eletti portavoce del M5S all’indomani delle elezioni che trionfanti li aveva fatti entrare in parlamento, con i risultati che vediamo), o la tendenza di organizzare primarie dove votano in duecento se va bene o delle quali non si comunica la partecipazione.

 

La questione di Livorno è certamente assai più complicata di come l’abbiamo volutamente presentata noi nell’articolo del 1 dicembre. Una Municipalizzata che fallisce è di per sé simbolo di una leggerezza ed allegria nella gestione dei conti che non può fare pensare anche alle amministrazioni precedenti, ed all’allegria con la quale in Italia vengono sperperati i pubblici denari: una Municipalizzata dovrebbe teoricamente sapere sempre quanti euro entreranno e quanti ne usciranno, essendo un’azienda che basa la propria attività su commesse che proprio dal Comune che ne è anche il proprietario, arrivano. E’ evidente che i soldi destinati alla Municipalizzata devono essere finiti da qualche altra parte, se la Municipalizzata livornese ha contratto un certo numero di milioni di euro di debiti con le banche, oppure i finanziamenti devono essere stati tagliati per problemi di bilancio o per qualche altra ragione che ignoriamo.

 

A poco servono a Nogarin o a qualsiasi altro sindaco eletto le accuse alle amministrazioni precedenti: da questo punto di vista Pizzarotti e Marino dovrebbero essere presi d’esempio per esssersi rimboccati le maniche ed avere sistemato con i mezzi a loro disposizione i bilanci di Parma e Roma (nonostante quest’ultima sia stata per l’ennesima volta fagocitata da sé stessa, come tutti sappiamo). E che entrambi siano stati oggetti di durissime opposizioni all’interno delle loro formazioni politiche di appartenenza (Ignazio Marino è stato addirittura fatto saltare), la dice lunga sulla cultura di governo degli Italiani che fanno politica. A qualsiasi formazione politica appartengano.

 

Il Movimento 5 Stelle è stato per chi scrive la più bella esperienza politica possibile degli ultimi decenni, lo abbiamo scritto su queste pagine più e più volte, ha rappresentato la possibilità di mettere i cittadini in primo piano, fare in modo che potessero sedere sugli scranni del potere per esercitarlo nel modo più utile al Paese; questa possibilità è diventata invece, e lo è stata già dall’insediamento di deputati e senatori a 5 Stelle, una sfilata di protervia, arroganza e presunzione: quella di essere migliori degli altri (c’eravamo mentre senatori e deputati del Movimento appena eletti entravano in parlamento altezzosi, con l’aria del “ve la faremo vedere noi!”, rifiutandosi addirittura di salutare i loro colleghi degli altri partiti), quella di non scendere a compromessi, quella di gridare a vanvera le parole “onestà e coerenza” in un refrain che sa tanto di tecnica di brainstorming, che diventano poi dei perfetti incapaci – a parte pochi esempi – al momento di mettersi a lavorare sul serio ed arrampicarsi sugli specchi negando anche l’evidenza, quando le cose non vanno come il Programma impone. Così vanno le cose delle italiche genti. E gli onesti Cittadini a 5 Stelle, rimangono Italiani come tutti gli altri Anche nei difetti insopportabili come la presunzione e l’arroganza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(2 dicembre 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

Pubblicità

LEGGI ANCHE