di Ahmed Naouali
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Il partito islamista del Primo Ministro Abdelilah Benkirane, Justice et Développement (PJD) – Giustizia e Sviluppo [sic] – ha vinto le elezioni regionali che si sono tenute in Marocco los corso venerdì 4 settembre aggiudicando 174 dei 678 seggi disponibili e riportando un considerevole successo anche alle comunali, dove è ora il terzo partito del Marocco.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Alle prime elezioni regionali a suffragio universale della storia marocchina, il partito dell’attuale primo ministro, ferocemente conservatore a discapito del nome della formazione politica che presume di modernità e, per l’appunto, sviluppo, ha vinto in cinque regioni su 12, aggiudicandosi le più popolose: Casablanca, Rabat e Fèz.
All’opposizione di Authenticité et modernité (PAM, partito liberale attualmente all’opposizione) sono andati 132 seggi ed il 19,4% dei voit, contro il 25,6% degli Islamisti. Proprio ai sostenitori del governo dell’Islamista Abdelilah Benkirane si devono i rigurgiti intolleranti che hanno caratterizzato alcuni recenti episodi di cronaca che hanno fatto il giro del mondo: dal processo alle due ragazze con la gonna troppo corta, finito poi con l’assoluzione delle due giovani, all’attacco “antigay” ad un uomo che non era gay che è stato massacrato di botte.
L’affluenza alle urne è stata del 56,3%.
