di Paolo M. Minciotti
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
“Sembrava” gay, così lo hanno attaccato in gruppo e quasi massacrato soltanto perché il suo abbigliamento non corrispondeva alla sua supposta “appartenenza di genere”. Un mob di alcuni giovinastri ha assaltato e pestato un uomo per questa semplicissima ragione, lo scorso 29 giugno a Fez. Il ministero degli Interni ha prima accusato l’uomo di averli “provocati” (l’imbecillità di certi politici lascia attoniti!) salvo poi condannare l’attacco. L’uomo, le cui generalità non ci sono note, è stato salvato da un poliziotto e da alcuni giovani del posto (di seguito il video dell’attacco)
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Due appartenenti al gruppo di assalitori sono stati arrestati e condannati a quattro mesi ed al pagamento di una multa di 500 dirham (circa 50 euro). Dallo scorso febbraio sono state una trentina le persone arrestate in Marocco per omosessualità (proibita dalla legge e punita con pene fino a 3 anni di carcere), mentre in tutto il paese crescono le manifestazioni d’intolleranza nei confronti di chi viene etichettato come omosessuale senza necessariamente esserlo e contro le donne che manifestano il loro desiderio di “modernità” in modo ritenuto “sfacciato”.
(18 agosto 2015)
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