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Alla vigilia della cerimonia di chiusura dei Giochi europei di Baku, che si è tenuta domenica 28 giugno, Amnesty International ha sollecitato le autorità dell’Azerbaigian a rilasciare immediatamente e senza condizioni tutti i dissidenti in carcere.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani, si tratta di almeno 20 tra giornalisti, avvocati, attivisti dei movimenti giovanili, oppositori e altri ancora, in buona parte arrestati e condannati nei 12 mesi che hanno preceduto l’inizio dei Giochi europei.
Alla vigilia della cerimonia inaugurale, ad Amnesty International è stato impedito di entrare nel paese. Lo stesso è accaduto a giornalisti del Guardian, di Radio France International e della tedesca Ard.
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
Nonostante i mezzi d’informazione internazionali abbiano ampiamente dato conto della negativa situazione dei diritti umani in Azerbaigian, il Comitato olimpico internazionale, il Comitato olimpico europeo e la maggior parte dei Comitati olimpici nazionali (con l’eccezione di quelli della Germania e della Svezia) hanno taciuto.
Durante lo svolgimento dei Giochi europei, due importanti organismi intergovernativi hanno condannato la situazione dei diritti umani nel paese. Il 23 giugno l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha adottato una risoluzione che chiede espressamente il rilascio degli attivisti e dei leader della società civile ingiustamente imprigionati.
Il 24 giugno, il Consiglio Onu dei diritti umani ha emesso una dichiarazione sostenuta da 22 paesi europei, da Australia, Canada e Usa, in cui esprime preoccupazione per la “chiusura dello spazio a disposizione della società civile e della libertà d’espressione” e chiede la fine della repressione.
(29 giugno 2015)
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