
di Gaiaitalia.com
Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale
Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →
Erdogan ha scelto il momento del Gay Pride di Istanbul per tornare alla ribalta con un’azione eclatante, l’ennesima azione di forza contro il popolo turco che lo ha appena messo in minoranza, degna della sua anima dittatoriale e violenta, facendo intervenire la polizia contro i manifestanti lgbt investiti da pallottole di gomma e getti d’acqua. Il tentativo di un dittatore sospetto di collusioni con l’Isis che ha visto il popolo turco relegarlo ad una posizione di maggioranza relativa, senza i voti per formare un governo che non sia costantemente in pericolo, visto che le opposizioni possono farlo cadere con i loro no da un momento all’altro.
“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione
La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →
Qualche risultato politico l’azione antigay del 28 giugno glielo darà, almeno nell’immediato. E’ certo che Erdogan è finito. Finita è la sua epopea di uomo forte che si ispira a Putin da un lato, all’estremismo radicale islamista dall’altro e vuole tenere un piede in Europa. L’uomo, pericolosissimo, riesce nella non rara impresa di isolarsi da solo. E per recuperare terreno non gli resta che scagliarsi contro le minoranze. Anche questo fa parte dell’aspetto ordinario degli umani fenomeni.
Di seguito alcuni video che raccontano gli attacchi della polizia turca al Gay Pride di Istanbul, partito dalla centralissima piazza di Taksim e che si stava snodando per le vie del centro storico della metropoli.
— Funda Eryiğit (@fundaeryigit) 28 Giugno 2015
Mis Sokak’a polis saldırısı pic.twitter.com/oPqcyCRRl9 — Funda Eryiğit (@fundaeryigit) 28 Giugno 2015
(29 giugno 2015)
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