Roma
cielo coperto
20.2 ° C
21.5 °
18.6 °
72%
2.1m/s
98%
Lun
25 °
Mar
21 °
Mer
25 °
Gio
21 °
Ven
21 °

POLITICA

Google News
Aggiungi Gaiaitalia.com Notizie tra le tue Fonti Preferite su Google
Per vederci sempre in prima pagina, clicca il bottone e spunta la casella di Gaiaitalia.
G
Pubblicità

ALTRA POLITICA

Pubblicità

ESTERI

Pubblicità
HomeDico quello che mi pare...Di tweet e post e genti che improvvisamente si accorgono che succedono...

Di tweet e post e genti che improvvisamente si accorgono che succedono cose

Pubblicità
SEGUI GAIAITALIA.COM SU
Testo:
Istanbul, 28 giugno 2015 (AP Photo/Emrah Gurel) www.huffingtonpost.com
Istanbul, 28 giugno 2015 (AP Photo/Emrah Gurel) www.huffingtonpost.com

di Il Capo

 

LEGGI ANCHE

Albergo di Miramare chiuso dal Comune per gravi carenze di sicurezza. Il controllo successivo ad un’operazione di contrasto allo spaccio della Polizia locale

Nel pomeriggio di mercoledì scorso gli agenti in borghese della squadra di polizia giudiziaria della Polizia locale di... →

Ci ha colpito nella giornata di domenica, passata a letto con la sola compagnia del computer preda di vertigini inenarrabili, leggere numerosi post di persone su Facebook e Twitter che improvvisamente si erano accorte che Erdogan è un dittatore e che la Turchia uno stato di polizia, soltanto perché impedivano lo svolgimento del Gay Pride con idranti e cariche. Con tutto il rispetto per la libertà di opinione ci sembrano allarmi tardivi.

 

Dall’altro lato ci si stupiva del fatto che la Rai, in mano a certi fasci-giornalismi di casa nostra, avesse ignorato le cinquecentomila e più persone che in sei [sic] differenti città avevano partecipato il 27 giugno ai vari Onda Pride, forse aspettandosi che sei differenti troupe andassero a raccogliere le testimonianze numeriche e facessero la somma dei partecipanti totali a beneficio arcigaïo. Con tutto il rispetto per la disinformazione, mi sembra che non ci siamo.

LEGGI ANCHE

“Le istituzioni non sono nostre”, lezione di stile di Silvia Salis alle destre di governo e di divisione

La Sindaca di Genova Silvia Salis non le ha mandate a dire dopo che per chissà quale ragione... →

 

Foto: Associated Press
Foto: Associated Press

Erdogan è uno spaventoso dittatore che fin dal giorno del suo insediamento ha lasciato chiarissimamente intendere cosa voleva fare della Turchia, ha fatto piazza pulita di Atatürk e della laicità dello stato islamizzando forzatamente la società turca ed individuando nemici nelle persone omosessuali e transessuali (ne ammazzano una al mese nella sola Istanbul, non ho vista tanta indignazione in giro); le associazioni omosessuali del paese sono da anni in gravissima difficoltà, vessate e perseguite dal governo. L’associazione Lambda Istanbul ha vissuto anni difficilissimi: sedi chiuse, taglio di qualsiasi possibili aiuto governativo, accuse di pornografia (che un Turchia vuol dire carcere) ed attività ridotta al lumicino. Dove stavano mentre si registravano questi accadimenti (anche questo giornale li riportava) i leader “storici” del movimento LGBT che ieri sconcertati gridavano la loro denuncia verso “l’islamofascisco turco che pesta i gay”? Dove erano quando i giovani turchi venivano pestati e massacrati dalla Polizia turca per ordine di Erdogan? Possibile che si debba sempre trasmettere che ci sono discriminati di seire A (le persone omosessuali) e se resta tempo le altre? Sono stanco di questo razzismo. E’ ora che anche basta (non vuol dire niente, ma mi piace essere sgrammaticato di tanto in tanto).

 

Per tornare alla Rai, dopo la diretta del World Pride del Giubileo (a proposito, farne un altro il prossimo anno no? Sai che divertimento!), le questioni legate alle persone omosessuali sono pressocché sparite dal piccolo schermo, dai telegiornali che contano (a parte quello di Telekabul o Rai3 che dir si voglia, delle cui cronache, giornalisticamente parlando, ne facciamo anche a meno). Il World Pride venne preso in considerazione da Rai3 per alcuni motivi: gli esponenti LGBT interni all’allora partito di riferimento della testata contavano qualcosa in politica, non come oggi purtroppo per loro – e per tutti. Il World Pride avrebbe radunato a Roma almeno un milione di persone, cosa che avvenne. Una festa straordinaria che tutti ricordiamo.

 

Possiamo davvero pensare che le troupe Rai si muovano per tutto lo stivale all’inseguimento di poche decine di migliaia di partecipanti, snidandoli città per città, per tirare le somme – finalmente! – e dare cronaca dell’evento? Anche per questo si dovrebbe organizzare un gay pride nazionale portando in piazza un milione di persone a botta, con buona pace della aie, dei cortili e di certe galline strombazzanti, ma è come dire ad un muto di chiedere a un sordo se il loro amico cieco ci vede.  Perché questo sono i movimentisti LGBT: ciechi, muti e sordi.

 

Per fortuna ci sono Facebook e Twitter dove si può scrivere come la si pensa, sicuri che almeno una cinquantina di “mi piace” più qualche insulto ci arriveranno. E dopo avere postato la nostra inutile opinione preda dell’emozione del momento, Erdogan continuerà a pestare gli oppositori, chiudere i giornali, non fare nulla per individuare gli assassini dei giornalisti, restringere le libertà individuali, e la Rai continuerà a fregarsene dei vari Gay Pride perché una TV nazionale, lo dice la parola stessa, non può occuparsi di eventi locali. E se li volete locali poi non lamentatevi. L’importante è che noi abbiamo postato lì un po’ del nostro ego, che è la sola cosa della quale c’importi e belli belli possiamo goderci i commenti positivi dei nostri amici.

 

Bravi. Proprio una bella maniera di cambiare il mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(29 giugno 2015)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©gaiaitalia.com 2015 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

Iscrivetevi alle Newsletter di Gaiaitalia.com Notizie

Torino
cielo sereno
12.2 ° C
14.1 °
11.2 °
76%
1.3m/s
8%
Lun
22 °
Mar
22 °
Mer
11 °
Gio
13 °
Ven
14 °
Pubblicità

LEGGI ANCHE