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Questa Italietta tronfia, omofoba, razzista e ignorante che sa solo gridare

roma-141113144703di Il Capo

Tor Sapienza: un crogiuolo di razze, di problemi e di arroganze. Diceva uno di quelli che gridava contro gli immigratidimmerda! che non era necessario chiamare le forze dell’ordine ché lo avrebbero cacciato dalla casa che occupa illegalmente. Zoom su donna strepitante incongruenze sui romeni – rumeni che dir si voglia, entrambe le accezioni funzionano – che occupano le case. Perché se l’informazione non è di parte, che informazione è? E mentre Ignazio Marino è l’unico politico a metterci la faccia – e Cosentino esce dal tombale silenzio di una segreteria PD vergognosa solo per minacciarlo e dirgli che deve andarsene – e l’immonda Destra razzista ed omofoba riesce a mettere insieme Alemmano e Casa Pound come se “gnente” fosse, si va ad una manifestazione dove le telecamere delle tv di tutta Italia devono fare i salti mortali per riprendere il corteo facendolo sembrare imponente. Quando quattro gatti razzisti ed isterici riescono a mettere a soqquadro una Capitale. E’ l’Alemanno-style. Auguri. Anche al Pd che se non zittisce la sua [sic] sinistra interna che distrugge pensando di costruire salta in aria altro che Roma…

Mentre tutto questo succede e non si parla quasi d’altro, vien fuori la parola “integrazione”,  magico verbo che tutti usano e nessuno pratica né capisce perché  in 150 anni d’unità d’Italia non ci siamo integrati nemmeno tra noi figurati se c’integriamo con i negher o i vu’ cumprà o i tunca o i bangla o i froci o ‘e tranz, laddove integrazione vuol dire, anzi vorrebbe, alcune cose elementari: come che gli immigrati dovrebbero almeno parlare l’Italiano, cosa che non succede. Vaneggio? Fatevi un giro per i negozi di Torpignattara, o per le bancarelle di via Giolitti, vicino a Termini per i non romani, e lo vedrete. Invece di gridare cazzate, destra e sinistra si mettano insieme (ah! ah! ah!) e scrivano una legge decente che OBBLIGHI gli stranieri residenti sul territorio italiano a parlare italiano, conoscere le leggi italiane, rispettarle ed a studiare la nostra Costituzione. Tanto basterebbe. L’immigrazione non è un fenomeno importato da Marino. Nemmeno da me. O da chiunque di voi. E’ un fatto. Gli italiani hanno costruito Toronto. Hanno colonizzato l’Argentina. Se ne sono andati per mezzo mondo. Comportandosi spesso in un modo da far vergognare gli Italiani che in futuro se ne fossero andati all’estero. La fame ha la memoria corta. E’ davvero  un peccato.

Dalla civile Umbria, Pd che regna, tutto in rete, una meraviglia, organizzazione perfetta, quasi come in Emilia Romagna, della quale parleremo dopo, episodio disgustoso di omofobia da parte di maschio alfa di professione insegnante, ma dentro di lui un fascista, che dopo avere arbitrariamente chiamato frocio – in soldoni – un suo alunno che gli risponde a tono, lo prende a calci, gli dà due cazzotti su una spalla e lo prende per il collo fino a farlo diventare paonazzo. intervengono altri studenti. Il preside – si vergogni! – dice che indagherà. Si vergogni. E con lui si vergognino tutti coloro che rabbrividiscono di brividi indecenti ogni volta che si parla di parità di diritti per tutti e che sfoderano la loro formidabile intolleranza su coloro che ritengono più deboli. Facile prendersela con un 14enne. Invito il professore in questione ad un incontro fisico con lo scrivente – io medesimo – così che sappia cosa vuol dire prenderle di santa ragione da un suo pari. In età, immagino, perché per tutto il resto è in netta condizione d’inferiorità il maschio alfa in questione. Io ho una testa, una vita, un cuore, una cultura. Lui solo un mestiere ed un cuore fascista.

Per caso solo per caso, vedo Report che mi parla della mia natía Emilia Romagna dalla quale me ne andai in tempi remoti presagendone la decadenza mascherata da efficienza. Odio aver sempre ragione. Rifiuti tossici, amministratori da mezzo milione di euro all’anno, assessori arroganti e paraculi, insomma una regione coi fiocchi. Buone elezioni e vinca il migliore [sic].

Una domenica bestiale, insomma. Leggevo di qua e di là, ascoltavo l’aradio, guardavo la tivù, parlavo con un giovane amico pakistano che sta diventando scemo per vedere rinnovato il suo permesso di soggiorno, seguivo servizi su quel quartiere di Roma piuttosto che l’atro, pensavo alla raccolta differenziata che a Roma fai quotidianamente e con fatica, per poi vedere gli addetti alla raccolta rifiuti mettere tutto nello stesso cassonetto, al malcostume di distruggere quello che fanno gli altri perché tu pensi di farlo meglio – e se pensi questo sei un inetto incapace, ma ti senti qualcuno – e arrivo infine ad Antonio Conte che con l’aria di chi si sente dio in terra, e lui si sente dio in terra, dice che ha voluto incontrare Balotelli per “giudicarlo”. Che detto da un condannato (a dieci mesi di squalifica) non è un verbo da poco.

Eccola, in quattro periodi, l’Italietta dei tronfi, degli omofobi, dei razzisti , degli ignoranti, e degli Antonio Conte che sanno solo gridare e giudicare gli altri ed andarsene in giro con striscioni che dicono “Basta con gli immigrati incivili!”. Incivili chi?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(17 novembre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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