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Roma, il cane sbava e perde peli, donna cieca non viene fatta salire sul taxi

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Taxi Cani Ciechidi Gaiaitalia.com

Una donna cieca si è vista rifiutare il traxi perché il cane che l’accompagna “sbava e perde peli”. L’episodio vergognoso si è verificato a Roma poche ore fa e ne veniamo a conoscenza per un articolo del Il Tempo e per il fatto che Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina, ci ha inviato un comunicato stampa sulla questione.

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“La vicenda di Elettra e Sabrina riportata dal quotidiano “Il Tempo” sconcerta e deprime” recita il comunicato. “Una donna cieca e il suo cane non vengono fatti salire sul taxi perché “l’animale sbava e perde i peli”. Vorrei che un richiamo all’episodio in questione, che non ha certo bisogno di commento, partisse proprio dalle associazioni di categoria. Negando una garanzia dovuta (nel caso specifico ad un disabile) si trasgredisce ad un obbligo morale rifiutando di offrire un servizio pubblico. L’immagine offerta oltre a nuocere alla città e al di là della gravità dei fatti, danneggia l’intera categoria dei tassisti, compresi coloro che compiono il loro dovere con attenzione e nel rispetto delle regole. Mi sento in obbligo di fornire a nome mio e dell’Amministrazione le scuse alla sig.ra Sabrina protagonista, suo malgrado, di una vicenda che non avremmo mai voluto leggere e mi auguro che anche dalle associazioni di categoria delle auto bianche vengano avanzate le scuse alla signora”.

Come quotidiano d’informazione attento ai diritti civili ci auguriamo che a questo tassista, così attento alla pulizia della sua auto da dimenticare che chi non vede ha diritto ad un trattamento di favore, che non implica naturalmente la corsa gratis; fermo restando che al tassista in questione dovrebbe essere ritirata immediatamente la licenza, ci rivolgiamo alle associazioni di categoria, tanto pronte a gridare allo scandalo quando ritengono si attenti ai loro di diritti, tra i quali quello di praticare prezzi scandalosi, di prendere le misure necessarie  a far comprendere all’incivile loro associato che nulla di simile dovrà mai accadere di nuovo.

Nel frattempo non possiamo fare a meno di chiederci chi sia il cane che sbava. Se l’accompagnatore della donna cieca o il propietario del taxi.

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Se poi dovesse essere tutta la categoria a discriminare i ciechi ed i loro cani come ipotizza lo stesso quotidiano Il Tempo nel suo articolo, alloro qualche misura da parte delle autorità dovrà anche essere presa dato che esiste un regolamento al quale attenersi, quello che disciplina gli NCC e Taxi e che recita testualmente: “Il cane guida che accompagna la persona disabile della vista (cieco o ipovedente) non può essere separato dallo stesso in quanto considerato “ausilio per persona disabile”, è quindi tutelato dalla legge (n.37 del 1974, integrata dalla Legge n. 60 dell’8 febbraio 2006 pubblicata nella G. U. n. 52 del 3 marzo 2006), che garantisce ovunque senza limitazione l’ingresso gratuito al cane guida che accompagna disabile visivo anche dove i cani normalmente non sono ammessi (es.: taxi, trasporti pubblici, ambulanze, esercizi commerciali, ospedali, chiese, hotel, scuole, ecc.). La trasgressione di tale legge comporta una sanzione da 500 a 2.500 euro, e non va esclusa l’eventuale denuncia da parte della persona disabile per discriminazione. L’autista è esonerato da tale dovere solo se dimostra, tramite certificato rilasciato da una ASL, di essere allergico al pelo dell’animale”.

Misure che potrebbero essere applicate tanto per cominciare, e che potrebbe forse sortire qualche effetto in più di uno scandalizzato comunicato stampa del presidente dell’Assemblea capitolina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(3 ottobre 2014)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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