di Daniele Santi
Ci sono momenti in cui un uomo ha bisogno di star solo con il proprio dolore. Ed è quello che è successo a me quando, nella tarda mattinata, mi è arrivata la notizia della trombatura, ops, della non elezione di Alessandro Cecchi Paone al parlamento europeo.
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Cecchi Paone era l’unico, sono sue parole, gay famoso del centro-destra (forse perché il centro-destra ne ha altri di assai meno famosi, perché enormemente più nascosti). Non avendo scelta, sono andato a piangere su una panchina del parco dietro casa mia, prontamente consolato da alcuni uccellini che mi hanno fatto popò sulla maglietta (nera per la cronaca), senza rispettare in alcun modo il mio senso di solitudine, disfatta e sconfitta.
Come farò io – che non sono neanche gay – a far valere i miei diritti in Europa senza l’Alessandro nazionale? Magari potrò appellarmi alla Zanicchi… Poi vengo a sapere che nemmeno lei è stata eletta. Si è presa una trentina di migliaia di voti, che in Europa non bastano neanche a far capire che ci sei.
Così che dopo due batoste simili ho deciso di ritornarmene a casa per consolarmi, salvo scoprire la lettera della padrona di casa che non mi rinnova la locazione.
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di Daniele Santi Ci scuseranno i protagonisti di questa triste Italia se sembriamo irrispettosi, ma capiranno che non... →
Ci son giorni in ci sarebbe assai meglio starsene a letto.
(27 maggio 2014)
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