di Paolo M. Minciotti
Secondo l’organizzazione per i diritti umani Centre for Reproductive Health and Sexual Rights, quattro giovani tra i 20 e i 22 anni, arrestati con altre dozzine di persone per omosessualità, hanno confessato il loro “crimine” dopo essere stati pestati in carcere dalla Polizia e hanno poi ripetuto la confessione in un pubblico processo (contrario alle Leggi della Nigeria, ma chi se ne frega!), salvandosi dalla lapidazione perché le sodomie [sic] sono fatti accaduti in passato e non sono più stati ripetuti.
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I quattro sono stati condannati a quindici frustate, come confermato dalla BBC, e ad un anno di prigione oppure a 120 dollari di multa che dovranno pagare per evitare il carcere.
Secondo l’associazione ed il sito Gaystarnews i quattro rischiano violenze – non solo sessuali – in carcere grazie alla sharia in vigore nel nord della Nigeria, nella citta di Bauchi, dove i fatti sono accaduti, e sono stati fortunati a non essere stati condannati a morte per lapidazione.
Nel nord della Nigeria, a maggioranza musulmana, così attenta alle “perversioni” è in vigore anche una legge sulle spose-bambine di cui le sentinelle della morale che pestano, umiliano e condannano gli omosessuali si guardano bene dal parlare…
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