di Paolo M. Minciotti
Qualche mese fa avevamo pubblicato la notizia di un giovane gay ammazzato a calci in un mercato cittadino, commentando che la violenza anti-gay in Costa d’Avorio non era che all’inizio.
Keir Starmer ha lasciato
Il primo ministro britannico Keir Starmer, dopo la vittoria del suo rivale laburista Andy Burnham in un'elezione suppletiva,... →
E’ di oggi la notizia pubblicata da Gaystarnews, secondo la quale gruppi antigay avrebbero preso di mira con un’azione di gruppo l’associazione Alternative Cote d’Ivoire: si è trattato di un violentissimo attacco portato da un gruppo di almeno duecento persone che a colpi di pietra ed altri corpi contundenti hanno messo a soqquadro la sede dell’associazione, rubato e distrutto computer, si sono impossessati di materiale sensibile.
La guardia privata assoldata dall’Associazione per proteggersi da un eventuale attacco è stata seriamente ferita e si trova ricoverata in ospedale con il volto devastato.
Sulla facciata della sede di Alternative Cote d’Ivoire sono state lasciate scritte come “Stop the homos” e “Pedés” (“Basta con gli omosessuali” e “Froci!”).
Terra dei fuochi, PFAS e il diritto di non essere giudicati per geografia
di Massimo Mastruzzo L’Italia ha una domanda scomoda che evita da anni: perché alcune contaminazioni diventano subito un... →
L’attacco è avvenuto sabato scorso dopo giorni di proteste antigay in tutto il paese.
L’omosessualità non è punita da alcuna legge in Costa d’Avorio né dal codice penale del Paese, ma le persone LGTB non godono di alcuna protezione sociale e sono in balia della violenza della popolazione e di giovane bande di esagitati che seminano il panico nella capitale Abidjian.
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