di Daniele Santi
Dei veri volponi quella della Coca Cola che stanno rimediando una figuraccia dietro l’altra dopo avere deciso di andare avanti tutta con la sponsorizzazione dei Giochi Olimpici di Sochi 2014 ed essersi inventati la patetica campagna “Share a Coke” con censura omofoba inclusa.
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Dopo avere proposto sul suo sito sudafricano l’applicazione virtuale per “share a Coke” bandendo la possibilità di utilizzare termini come “gay” o “lesbica”, ma potevano tranquillamente essere usati termini come “nazista” o “pedofilo” il colosso che non discute delle misure antigay di Putin e approva l’arresto di un attivista in Russia, dichiarando allo stesso tempo di essere dalla parte dei diritti LGTB in USA, ha di fatto chiuso la campagna “share a Coke” procurandosi l’ennesima figuraccia.
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