Un giovane omosessuale si è ucciso a Palermo il giorno di Natale. Un’altra vittima della disperazione di vivere una vita che non si vuole vivere per fattori ambientali, esterni, interni, interiori, esteriori, per disperazione, depressione, omofobia.
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Comunque vogliamo metterla è un’altra giovane vita che si spezza.
Una vita umana non ha prezzo, lo sosteniamo da sempre. La vita di un giovane che si spezza è il fallimento di una società intera. L’omofobia è sicuramente una delle cause, ma per un giovane gay che disperato si suicida, ce ne sono tanti che decidono di lottare, anche per chi non c’è più.
Solo questo diremo. Sapete, se ci leggete, che abbiamo sempre pensato e scritto che di fronte alla morte occorrono silenzio e rispetto.
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Nessuna veglia con sfilata di politici ed associazioni ridarà la vita al giovane suicida, nessuno scritto su Facebook o su qualsiasi social, nessuna accusa all’omofobia della società, nessun post di presidenti o attivasti.
Compito della società e di chi la compone, di fronte al suicidio, è interrogarsi sul perché certi fatti accadono e non fare polemiche sulla morte altrui.
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